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7 maggio 2026 - Aggiornato alle 20:00
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l'altra indagine

Garlasco, il pm Venditti accusato di corruzione: in vendita l'archiviazione di Sempio?

La Procura di Brescia vicina alla chiusura del fascicolo: un bigliettino inguaia l'ex procuratore aggiunto, sospettato di aver preso denaro in cambio del proscioglimento del 2017

07 Maggio 2026, 18:45

18:50

 Garlasco, il pm Venditti accusato di corruzione: in vendita l'archiviazione di Sempio?

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A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la vicenda giudiziaria di Garlasco apre un capitolo cruciale anche a Brescia, dove la Procura si appresta a chiudere uno dei dossier più sensibili: quello sul presunto versamento di denaro che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato destinato all’allora procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, per favorire nel 2017 l’archiviazione di Andrea Sempio nella prima inchiesta a suo carico sull’omicidio di Poggi.

I pm Donato Greco e Alessio Bernardi attendono per la prossima settimana l’informativa conclusiva della Polizia giudiziaria; a stretto giro dovrebbe seguire l’avviso di chiusura delle indagini.

L’indagine ruota attorno a un appunto rinvenuto in un quaderno-rubrica nell’abitazione della famiglia Sempio: poche righe che gli inquirenti considerano un possibile indizio-chiave della presunta corruzione. Vi si legge: “Venditti gip archivia per 20-30 euro”; sul retro è annotato: “Se archivia indaggine (scritta proprio con due g), non può essere indagato per lo stesso motivo il Dna”.

Secondo la prospettazione accusatoria, a elargire quella somma sarebbe stato Giuseppe Sempio, padre di Andrea, indagato come presunto corruttore. Il denaro, sempre secondo l’ipotesi, avrebbe avuto lo scopo di influenzare l’esito della posizione del figlio, all’epoca coinvolto negli accertamenti sull’assassinio di Chiara Poggi. Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, fu poi archiviato.

Il nome di Venditti figura anche in un secondo filone bresciano, ribattezzato “sistema Pavia”, nel quale risultano coinvolti anche i pm Pietro Paolo Mazza e Cristiano D’Arena.

Le contestazioni, a vario titolo, sono di corruzione e peculato e riguardano l’affidamento dei noleggi degli apparati per le intercettazioni e delle autovetture in uso alla Procura pavese. L’accusa sostiene che alcuni mezzi siano stati richiesti in misura non proporzionata alle necessità investigative e destinati anche a utilizzi privati.

Su questo punto, tuttavia, il Tribunale del Riesame di Brescia ha già ridimensionato il quadro, rilevando che “non emergono elementi investigativi tali da dimostrare che le auto noleggiate non fossero utilizzate per le indagini ma per esigenze personali dei magistrati”.

Il 18 maggio, data di scadenza dei termini dell’inchiesta sul “sistema Pavia”, è fissato a Brescia l’incidente probatorio richiesto dalle difese. Saranno sentiti cinque sostituti procuratori allora in servizio a Pavia: Valeria Biscottini, Valentina De Stefano, Alberto Palermo, Roberto Valli e Andrea Zanoncelli.

Due procedimenti distinti, dunque, ma destinati a riportare al centro della scena nazionale il ruolo di Venditti e la lunga ombra del caso Garlasco.