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Indagini

Garlasco, "Sempio sapeva dei video intimi" di Chiara e Alberto: due le ipotesi su come li avrebbe presi

Il soliloquio intercettato in auto dai carabinieri di Milano, nella nuova inchiesta, svela che l'indagato fosse a conoscenza di quel materiale

09 Maggio 2026, 14:25

16:59

Andrea Sempio

Andrea Sempio

Il «soliloquio» in auto di Andrea Sempio dimostra come fosse a conoscenza del video intimo tra Chiara Poggi e Alberto Stasi e, nella relazione conclusiva dei carabinieri di Milano depositata con l’atto di chiusura delle indagini, si ipotizza che l’abbia avuto o con la presenza davanti al pc di Marco Poggi oppure in modo furtivo con quella pen drive trovata in casa della vittima e analizzata nuovamente nell’ultima consulenza informatica.

Da quella «conversazione, a tratti angosciante», intercettata nella sua auto, si evince che «Andrea era perfettamente a conoscenza del fatto che Chiara fosse rimasta sola a casa», - annotano i militari milanesi -. Ed è certamente inquietante che fosse a conoscenza dei video che Chiara e Alberto Stasi avevano consapevolmente girato riprendendo la propria intimità che certamente non avevano condiviso con nessuno.

«Eppure - si legge sempre nell’informativa conclusiva - quei video erano presenti sul pc di casa Poggi e, come cristallizzato, Chiara a un certo punto avvertì l’esigenza di proteggerli con una password perché è evidente che avesse il dubbio che il proprio segreto potesse essere stato violato».

I carabinieri di Milano definiscono "a tratti angosciante" il soliloquio in cui Andrea Sempio. L'indagato "non poteva essere a conoscenza di quei video a meno che, e le sue parole lo cristallizzano, non ne avesse avuto accesso proprio dal pc presente nella stanza di Chiara oppure, da come emerge dalla consulenza tecnica informatica, dalla pendrive di 2gb". Un’operazione possibile "o con la presenza di Marco Poggi", fratello della vittima, "le cui dichiarazioni sul tema appaiono incongruenti sul come fosse venuto a conoscenza di quei video e se ne avesse avuto accesso, oppure autonomamente agendo di nascosto da Marco ed approfittando dell’accesso al pc (o della pendrive)", si legge nell’informativa.

"D’altronde, è bene sottolinearlo, che sia Marco che Andrea Sempio avevano certamente una capacità informatica ampiamente idonea ed è assolutamente improbabile che i due utilizzassero il pc di Chiara esclusivamente per giocare".

In quei video intimi, espliciti, tra l’allora fidanzato e la vittima "è verosimile si inneschi il movente del delitto: l’infatuazione, la probabile prospettiva sessuale proiettata su Chiara nell’assunto che il girato rappresentasse esso stesso la prova della disinibizione, l'approccio approfittando dell’assenza di Marco e del fatto che la ragazza in quei giorni di agosto fosse sola a casa, il rifiuto, il tentativo di presenza, la reazione di Chiara e la furia omicida per un effetto domino" scrive l’Arma.

La ricostruzione di questo movente "porta inevitabilmente in sé una quota di suggestione, ma al tempo stesso è fortemente sorretto da una serie di dati oggettivi di cui la conversazione intercettata il 14 aprile 2025 (soliloquio su video, ndr) rappresenta l’apice, e di elementi soggettivi che riguardano il suo rapporto con la sessualità".

Per gli investigatori Andrea Sempio "temeva" che la questione del video intimo tra Chiara Poggi e Alberto Stasi, che lui avrebbe visto e collegata al movente dell’omicidio, saltasse fuori. Timori espressi, secondo l'accusa, già nel giugno del 2025, prima ancora che proprio attraverso le sue parole registrate diventasse " centrale " nell’inchiesta dei pm di Pavia.

Risulta, secondo i carabinieri di Milano, da un’intercettazione ambientale nell’auto, in cui il 38enne dice: "la storia del video è stata ... è stata... il video... lo devo aspettare da un momento all’altro... ok... cioè Chiara... lei nel video sembrava proprio...».

La «vicenda video», si legge, «che emerge per la prima volta nell’attuale attività investigativa proprio dalle parole di Sempio», nell’ormai nota trascrizione di un audio dell’aprile 2025, «è di centrale importanza tanto che è lo stesso indagato a temere che prima o poi se lo dovrà "aspettare"».

La difesa di Andrea Sempio, coi legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti, ha frattanto appena iniziato a studiare gli atti della nuova inchiesta pavese, chiusa due giorni fa, che accusa il commesso 38enne di aver ucciso con crudeltà e odio Chiara Poggi 19 anni fa. Da quanto riferito, i legali dovranno valutare tutte le carte, e ci vorranno diversi giorni, prima di decidere se chiedere o meno ai pm, come è possibile da codice entro 20 giorni dalla conclusione indagini (salvo proroghe), l’interrogatorio dell’indagato.

«Non lo sappiamo ancora, abbiamo appena iniziato a studiare gli atti», ha spiegato l’avvocata Angela Taccia.

In teoria, l'interrogatorio va richiesto entro 20 giorni dalla notifica dell’avviso di conclusione indagini (stesso termine per depositare eventuali memorie difensive), ma in un caso del genere è possibile che la difesa chieda e ottenga anche una proroga.