L'epidemia
Hantavirus: la nave Hondius arriva alle Canarie: porto e acque off limits
I passeggeri sbarcheranno a gruppi, e poi subito in aeroporto. «Nessun rischio per locali»
Porto blindato, divieto di navigazione attorno alla nave, autobus con militari dell’esercito pronti a trasferire i passeggeri verso voli già schierati in pista. E un dispositivo sanitario coordinato da 23 Paesi con il supporto dell’Unione europea e la supervisione in loco dell’Organizzazione mondiale della sanità. Tenerife si prepara ad accogliere la nave da crociera Mv Hondius, fra le 4 e le 6 di domenica mattina, nelle acque antistanti il porto industriale di Granadilla, dopo oltre un mese di navigazione e lunghi giorni di incertezza al largo di Capo Verde.
La nave, con bandiera olandese, della Oceanwide Expedition era partita il 1° aprile da Ushuaia, in Argentina, con 88 passeggeri e 61 membri dell’equipaggio diretti verso Capo Verde attraverso Sandwich Australi, Tristan de Cunha, Sant'Elena e Ascensione. Durante la traversata si sono verificati tre decessi a bordo (una coppia olandese e una donna tedesca) tra gli 8 casi sospetti per un focolaio di hantavirus. Altre tre persone sintomatiche sono state evacuate, consentendo alla nave di raggiungere le Canarie, dove la Spagna ha accettato di accoglierla. Tuttavia, anche per la resistenza del governo regionale, Hondius non attraccherà, ma resterà in rada, lontano dalle aree residenziali. Attorno all’imbarcazione sarà vietata la navigazione entro un miglio nautico. I passeggeri, tutti asintomatici secondo le autorità sanitarie, verranno evacuati a partire da mezzogiorno, approfittando di una finestra di buone condizioni meteo. Saranno trasferiti in piccoli gruppi, per nazionalità, su lance dedicate, indossando mascherine Ffp2. E poi, accompagnati in autobus da militari dell’esercito al vicino aeroporto di Tenerife sud, attraverso un corridoio completamente isolato, fino alle scalette dei voli di rimpatrio già pronti in pista per il decollo, messi a disposizione da alcuni Paesi di origine dei croceristi - Regno Unito, Stati Uniti, Paesi Bassi, Spagna - e da un consorzio europeo che rimpatrierà i cittadini di Paesi senza propri velivoli disponibili.
Il trasferimento «avverrà nel minore tempo possibile e senza alcun contatto con la popolazione», ha assicurato il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska. I primi a sbarcare saranno i 14 passeggeri spagnoli, trasferiti su un aereo militare a Madrid, dove resteranno in isolamento all’ospedale della Difesa Gomez Ulla. I 22 britannici saranno isolati nell’ospedale Arrowe Park nel Merseyside, nel nordovest dell’Inghilterra. A tutti l’Oms ha raccomandato comunque un periodo di 40-42 giorni di quarantena.
«Non è un altro Covid e il rischio per la popolazione delle Canarie resta basso», ha assicurato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhnanom Ghebreyesus, in una lettera alla comunità locale, ricordando che il rischio di trasmissione umana dell’hantavirus «è raro». Il capo dell’Oms è poi arrivato a Tenerife, con i ministri spagnoli della Salute e dell’Interno, per supervisionare l’operazione di sbarco. Ma sull'isola l’inquietudine resta palpabile. Dopo le proteste - contenute - dei lavoratori portuali, sono stati rafforzati i controlli e isolata l’intera area del porto di Granadilla. Per molti abitanti, Tenerife si trova ancora «al centro di un’emergenza internazionale», dopo anni segnati dagli sbarchi di migranti provenienti dall’Africa occidentale. A tutti loro, il premier Pedro Sanchez ha ricordato che «offrire un porto sicuro all’Hondius è un dovere morale e legale».
(di Paola Del Vecchio - Ansa)