Il conflitto
Ucraina, aperture e tensioni sull'asse Bruxelles-Mosca. Putin: «Pronti a negoziare con l'Ue»
Il commissario europeo Costa si dice pronto al dialogo con la Russia per la sicurezza comune, e il presidente russo accoglie l'invito ma suggerisce l'ex cancelliere Schroeder come mediatore, mentre restano in stallo le trattative di Trump sui prigionieri
«Il conflitto ucraino sta volgendo al termine». A dirlo il presidente russo Vladimir Putin che ha anche dichiarato che la Russia «non ha mai rifiutato» di tenere negoziati con l'Ue, rispondendo alla proposta del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, di avviare un dialogo con Mosca per affrontare i temi legati alla sicurezza comune del continente.
«Come candidato al ruolo di negoziatore – ha aggiunto Putin – preferirei l’ex cancelliere tedesco Schroeder. Altrimenti, che scelgano loro un leader di cui si fidano».
Sul fronte diretto con Kiev, tuttavia, il leader del Cremlino ha precisato di non aver ancora ricevuto proposte in merito all'ampio scambio di prigionieri annunciato da Donald Trump, commentando: «Contiamo sulla risposta della parte ucraina alla proposta avanzata dal presidente degli Stati Uniti. Purtroppo, finora non abbiamo ancora ricevuto alcuna proposta».
Questo incrocio di dichiarazioni arriva in concomitanza con lo Europe Day, durante il quale l'Europa ha ribadito il suo fermo sostegno a Kiev.
In un colloquio telefonico con Volodymyr Zelensky, il quale ha assicurato che «la Russia non riuscirà a spezzare l’Europa», Costa ha promesso che «il futuro dell’Ucraina è nell’Ue».
Pur aprendo alla complessa ipotesi di doversi prima o poi sedere al tavolo con lo zar, Costa ha sottolineato: «Il nostro primo obiettivo è una pace giusta e duratura per l'Ucraina. Per questo, al momento giusto, saremo pronti a parlare con la Russia per affrontare i problemi relativi alla nostra sicurezza comune. Aspettiamo gli sviluppi dell’iniziativa di Trump. Aspettiamo, ma allo stesso tempo siamo pronti per fare il necessario».
L'obiettivo di Bruxelles, che secondo alcuni scenari sarebbe pronta a schierare truppe sul terreno per garantire la sicurezza post-bellica del Paese, resta quello di «una pace che rispetti la sovranità ucraina, la sua integrità territoriale e i confini riconosciuti internazionalmente».
Sebbene la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e altri leader guardino con freddezza a un negoziato diretto con Mosca, l'Europa vuole evitare di restare esclusa dalle trattative, nonostante finora Putin abbia considerato Trump come suo unico interlocutore e abbia perso gran parte dei suoi alleati nel Vecchio Continente, potendo contare solo sulla presenza a Mosca del sovranista slovacco Robert Fico.
Le celebrazioni per la Giornata dell'Europa sono state anche l'occasione per compattare il fronte europeista contro l'avanzata dei sovranisti e le distanze imposte dal trumpismo; in Italia, il presidente Sergio Mattarella ha ricordato che «la forza attrattiva dell’Unione Europea, con il suo esempio di pace e benessere, è tornata più intensa che mai», ribadendo come il nostro Paese abbia tratto stabilità e crescita dalla partecipazione al progetto comunitario, un sentimento di unità riecheggiato anche da Costa e von der Leyen, pronti ad affrontare le difficili sfide elettorali da qui al 2027.
Putin è anche intervenuto sull'Iran: «Nessuno è interessato ad una prosecuzione del conflitto» nel Golfo Persico e «un accordo può essere raggiunto».