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diplomazia in affanno

Trump sbatte la porta in faccia alla proposta dell'Iran: "Piano totalmente inaccettabile". Resta il nodo del nucleare

Il presidente Usa boccia la risposta di Teheran su Truth. Scoglio insormontabile sulle scorte di uranio: gli Stati Uniti vogliono garanzie immediate

10 Maggio 2026, 22:51

23:00

Trump sbatte la porta in faccia alla proposta dell'Iran: "Piano totalmente inaccettabile". Resta il nodo del nucleare

La diplomazia internazionale subisce una brusca e fragorosa battuta d’arresto. Il presidente Donald Trump ha respinto senza appello la controproposta dell’Iran per porre fine alle ostilità in corso, bollando il documento come “TOTALMENTE INACCETTABILE!”.

In un messaggio infuocato affidato al suo social network Truth, Trump ha liquidato la bozza redatta dai “cosiddetti ‘Rappresentanti’ dell’Iran”, confermando l’ampia e pericolosa distanza che ancora separa Washington e Teheran.

La proposta iraniana, un testo di diverse pagine consegnato ai mediatori pakistani, dettaglia le richieste della Repubblica islamica ma, secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, presenta profonde “lacune”.

Il nodo centrale resta, prevedibilmente, il dossier atomico: la risposta di Teheran non soddisfa la principale precondizione posta dagli Stati Uniti, ovvero impegni chiari e anticipati sul futuro del programma nucleare e sulle consistenti scorte di uranio altamente arricchito.

Ma cosa prevede nel concreto il piano di pace respinto dalla Casa Bianca?

Stando alle indiscrezioni del Wsj, l’Iran avrebbe proposto un cessate il fuoco immediato, accompagnato da una graduale riapertura strategica dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale. In cambio, Teheran chiederebbe a Washington la revoca completa del blocco navale che grava su navi e porti iraniani.

Le questioni strettamente nucleari verrebbero invece scorporate dall’intesa militare e rinviate a una finestra negoziale di 30 giorni. In tale fase, la Repubblica islamica si direbbe disposta a un compromesso parziale: diluire una quota del proprio uranio altamente arricchito e trasferirne il resto in un Paese terzo.

Tuttavia, il regime degli ayatollah pretende garanzie stringenti: il materiale dovrebbe poter essere restituito nel caso in cui i colloqui fallissero o gli Stati Uniti si ritirassero unilateralmente dai termini dell’accordo, alla luce delle frizioni del passato.

Su tempistiche e infrastrutture, però, le posizioni restano inconciliabili. Mentre Washington spinge per una moratoria rigida di 20 anni, Teheran accetterebbe soltanto una sospensione più breve dell’arricchimento dell’uranio. Inoltre, l’Iran traccia una linea rossa: il rifiuto categorico di smantellare i propri impianti nucleari.