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L'EPIDEMIA

Hantavirus, marittimo calabrese di 25 anni in quarantena per sospetto contagio: attesa per i test

L'italiano presenta sintomi compatibili. Schillaci: «Nessun pericolo per gli italiani». Bilancio spagnolo: dieci positivi

12 Maggio 2026, 15:34

15:40

Hantavirus, marittimo calabrese di 25 anni in quarantena per sospetto contagio: attesa per i test

Un giovane marittimo italiano di 25 anni, residente in Calabria e già in quarantena perché a bordo dello stesso volo Klm su cui viaggiava la passeggera olandese della nave Mv Hondius poi deceduta per hantavirus, presenta sintomi compatibili con l'infezione. I suoi campioni biologici sono attesi all'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, che in una nota precisa come al momento sia previsto «l'arrivo dei soli campioni biologici» del ragazzo, sgomberando così il campo da indiscrezioni di stampa che avevano lasciato intendere un suo imminente ricovero. Gli esami clinici stabiliranno se il giovane è effettivamente positivo al virus Andes.

Il sistema di allerta si mette in moto

Nel frattempo, il ministero della Salute ha emanato ieri sera una circolare per regolamentare la gestione di eventuali casi sospetti anche al di fuori della filiera diretta legata alla nave da crociera. Il documento stabilisce che, «anche in assenza di un chiaro collegamento epidemiologico noto con il focolaio della nave Mv Hondius o con casi confermati/probabili di infezione da virus Andes in aree endemiche», potrà essere valutata l'esecuzione di indagini diagnostiche specifiche nei pazienti con quadro clinico compatibile o con sintomi non altrimenti spiegabili. In questi casi il medico reperibile dello Spallanzani è contattabile attraverso il centralino 06.551701, in raccordo con l'Istituto superiore di sanità. L'obiettivo, precisa la circolare, è «favorire l'identificazione precoce di eventuali casi sporadici o secondari» e garantire la tempestiva attivazione delle misure di sanità pubblica.

L'Oms: sei settimane di monitoraggio, fino al 21 giugno

Sul fronte internazionale, l'Organizzazione mondiale della sanità ha tenuto oggi un nuovo briefing sul focolaio dell'Hondius, ribadendo che il lungo periodo di incubazione del virus rende possibile la comparsa di ulteriori casi nelle prossime settimane. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha fissato con precisione la finestra di sorveglianza: quarantadue giorni — sei settimane — dall'ultima esposizione, che viene fatta risalire al 10 maggio, data di inizio delle operazioni di sbarco a Tenerife. Il termine è dunque il 21 giugno. La quarantena può essere scontata in una struttura dedicata oppure a domicilio, sotto monitoraggio attivo. Tutti i Paesi che hanno accolto i rimpatriati stanno seguendo lo stato di salute dei propri cittadini, mentre l'Oms sta approfondendo «segnalazioni relative a un piccolo numero di pazienti con sintomi compatibili» con i rispettivi governi.

Il bilancio spagnolo: dieci positivi, un americano scagionato

La ministra spagnola della Sanità Monica Garcia, parlando a margine del consiglio dei ministri, ha tracciato il quadro aggiornato: dieci casi positivi accertati. Otto erano a bordo della nave, tre dei quali deceduti. A questi si aggiungono una donna francese ricoverata in ospedale in Francia e uno spagnolo con lievi sintomi respiratori. Una notizia parzialmente rassicurante riguarda invece un cittadino statunitense: sottoposto a test a Capo Verde e inizialmente considerato positivo, è risultato negativo agli esami successivi.

Schillaci: «Nessun allarmismo, sono tranquillo»

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha scelto toni distensivi, parlando a margine delle celebrazioni della Giornata internazionale dell'infermiere a Roma. «In Italia c'è oggi una situazione di assoluta tranquillità», ha dichiarato, sottolineando che le quattro persone venute in contatto con la passeggera sul volo aereo «sono monitorate con attenzione». «Voglio soprattutto tranquillizzare gli italiani: oggi non c'è nessun pericolo».