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il fatto

Riconoscimento in Sicilia per Buttafuoco: «La Biennale è la fedele risonanza magnetica dello stato delle cose»

Scontro con il ministro Giuli sugli artisti putiniani e riflessioni su Russia, Ucraina e Occidente

13 Maggio 2026, 09:19

10:13

da sinistra Alessandro Giuli, Pietrangelo Buttafuoco

Da sinistra Alessandro Giuli, Pietrangelo Buttafuoco

Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano respinge le interpretazioni sul suo presunto potere decisionale all’interno della rassegna: “Il più grande fraintendimento è di avermi accreditato, in quanto presidente della Biennale, di una potestà selettiva che non possiedo: far entrare in Biennale o far uscire dalla Biennale questo o quello”.

Nel colloquio, Buttafuoco affronta anche le critiche rivoltegli dal ministro Giuli, che si sarebbe opposto all’amico presidente, ritenuto responsabile di aver “fatto approdare gli odiati putiniani in laguna”. “Il ministro avrà certamente obbedito alla ragion di Stato. Io ho rispettato l’istituzione e le sue regole che purtroppo pochi conoscono. E non spetta a me la consacrazione dell’uno o il dileggio dell’altro. Giuli è un fratello e troverà modo di venire. Tutto si potrà dire tranne che non si nutra affetto sincero. Ed è sia desiderio che bisogno reciproco nutrirlo senza risparmio”.

Richiamando il contesto internazionale, il presidente osserva che nel cuore dell’Europa è in corso una guerra e che “oltre ogni valutazione di merito, la Russia è l’aggressore e l’Ucraina il Paese aggredito”. E precisa: “Ma non è la Biennale a contestare questo assunto. Io voglio solo liberare l’istituzione da un potere che non possiede e stavo solo elencando, anzi osservando, uno standard alternativo di giudizio. Una linea diseguale che colpisce ora questo, ma non anche quello. Una cura anomala del principio di giustizia. Più che Putin temo che l’Occidente, le grandi borghesie di queste democrazie liberali, non abbiano ancora digerito il processo con cui la Russia ha fatto fuori da sola l’Unione Sovietica, ha prodotto nel suo seno la forza per liberarsi del proprio ingombrante passato senza il tutor occidentale”.

In chiusura, Buttafuoco rivendica la funzione speculare della manifestazione veneziana: “Bisogna mettersi in testa che la Biennale è la più fedele risonanza magnetica dello stato delle cose. Non le altera, le fotografa. È un libro di geografia”.

Nel frattempo l’università Kore di Enna ha conferito la laurea magistrale in Economia a Pietrangelo Buttafuoco. La delibera è diventata esecutiva con l'approvazione, nei giorni scorsi, da parte della ministra Anna Maria Bernini. È la conclusione dell'iter avviato lo scorso anno dalla Kore di Enna con la proposta da parte del consiglio del corso di laurea in Economia e direzione della imprese e del dipartimento di Scienze economiche e giuridiche dell'ateneo ennese, approvata all'unanimità dal Senato accademico. La delibera è stata emessa lo scorso a dicembre, anch'essa unanime, da parte del Consiglio di amministrazione. «Profonda soddisfazione» è stata espressa dal presidente dell'università, Cataldo Salerno, e dal rettore Paolo Scollo.

Pietrangelo Buttafuoco, profondamente radicato nella provincia di Enna dove ha vissuto per intero la prima parte della sua vita, ha una laurea in Filosofia conseguita all'università di Catania. Alla Kore di Enna è stato componente del consiglio dei Garanti fino al 2015. La cerimonia solenne si terrà in autunno ad inizio del nuovo anno accademico.

La laurea magistrale a Pierangelo Buttafuoco, si legge nella motivazione della Kore di Ennna, è stata conferita «per aver saputo coniugare, nella sua azione di governo, l'alto profilo intellettuale con una solida e pragmatica visione sistemica e gestionale». «Pietrangelo Buttafuoco - si legge, tra l'altro, nella motivazione - ha dimostrato come la cultura possa e debba essere gestita secondo criteri di efficienza, sostenibilità e innovazione strategica. La sua leadership si è distinta per la capacità di armonizzare le esigenze di bilancio con l'eccellenza della proposta artistica, trasformando le istituzioni da lui presiedute in modelli di governance culturale attiva».


La Kore di Enna ha riconosciuto a Buttafuoco «la lungimiranza dimostrata nell’interpretare il ruolo di manager pubblico non come mero custode dell’esistente, ma come architetto di nuove prospettive di sviluppo, valorizzando il capitale umano e posizionando gli enti di sua competenza al centro delle dinamiche culturali ed economiche globali».