la storia
Il sistema italiano viola il diritto dell'Unione europea per il reclutamento Ata, ma all'orizzonte c'è una buona notizia
La Commissione porta l'Italia in giudizio e il ministero annuncia tavolo tecnico e norma "salva-infrazioni"
Il sistema italiano di reclutamento del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) nelle scuole statali contrasta con il diritto dell’Unione. Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Ue, accogliendo il ricorso per inadempimento presentato dalla Commissione europea.
Secondo l’esecutivo comunitario, tale meccanismo “è incompatibile con la normativa dell’Unione in materia di contratti a tempo determinato, che prevede limitazioni al loro ricorso e favorisce le procedure di assunzione a tempo indeterminato”. I giudici hanno quindi dato ragione a Bruxelles.
“Le norme censurate dalla Corte di Giustizia sono molto risalenti nel tempo”: così il ministero dell’Istruzione replica alla decisione. Da viale Trastevere precisano che “l’accesso ai ruoli del personale Ata avviene, ad oggi, attraverso procedure selettive riservate a soggetti con almeno 24 mesi di servizio a tempo determinato”.
Tale impianto, unito “ai vincoli sul turn over introdotti, ben prima di questa legislatura, nell’ambito della disciplina generale delle assunzioni nel pubblico impiego”, ha comportato negli anni un crescente utilizzo dei contratti a termine prima dell’immissione stabile in organico.
Per affrontare la questione, il ministero ha avviato un confronto con le organizzazioni sindacali, istituendo un tavolo tecnico per la revisione complessiva delle modalità di selezione del personale Ata. Inoltre, “in vista di un prossimo provvedimento d’urgenza cosiddetto ‘salva-infrazioni’, attualmente allo studio del Governo, il Ministero ha presentato una nuova proposta normativa volta a superare in modo strutturale le contestazioni sollevate dalla Commissione europea”.
Le disposizioni oggetto di rilievo sono contenute nel Testo unico dell’istruzione (decreto legislativo n. 297 del 1994), successivamente modificate dalla legge n. 124 del 1999 e dal relativo regolamento attuativo (D.M. n. 430 del 2000), che hanno delineato l’assetto tuttora vigente per le graduatorie e il conferimento delle supplenze del personale Ata.