il caso
Cantanti, showgirl, portieri di Serie A e dirigenti di Stato: chi sono i vip spiati di Napoli
Dagli estratti conto previdenziali fino ai precedenti accertamenti, l'identikit delle vittime illustri di questo scandalo non risparmia nessun settore. Le persone finite in un sistema di dossieraggio
Non servivano hacker internazionali né sofisticati pirati informatici: a violare la riservatezza degli italiani sono bastate credenziali autentiche e un tariffario.
La Procura di Napoli ha smascherato un inquietante sistema di dossieraggio e compravendita di dati, in cui pubblici ufficiali infedeli attingevano agli archivi dello Stato per trasformare informazioni sensibili in merce.
L’inchiesta è scaturita da un’anomalia tecnica segnalata dall’Inps, che aveva rilevato una serie di accessi ripetuti e sospetti ai propri sistemi.
Seguendo quella scia digitale, il pool cybercrime guidato da Vincenzo Piscitelli ha ricostruito volumi impressionanti: due soli operatori avrebbero effettuato 730 mila consultazioni prive di giustificazione in due anni.
Allargando lo sguardo, si ipotizzano oltre un milione e mezzo di intrusioni illecite complessive.
Il dettaglio più destabilizzante emerso dalle perquisizioni è l’esistenza di un vero listino prezzi in formato Excel.
Le estrazioni dalle banche dati Inps venivano cedute per somme tra 6 e 11 euro; per un accesso al delicatissimo sistema Sdi, il database delle forze dell’ordine, ne bastavano 25.
I pagamenti, veicolati tramite semplici ricariche di carte prepagate, testimoniano una preoccupante “normalizzazione economica” dell’illecito: la privacy dei cittadini ridotta a bene di scambio a pochi spiccioli.
Nel mirino degli “spioni” è finito di tutto. Se i nomi di volti noti come Alex Britti, Lory Del Santo e i calciatori Cordaz e Júlio César attirano l’attenzione, il cuore del business puntava altrove: vertici di aziende farmaceutiche, componenti del board di Leonardo, manager di Generali e imprenditori.
Le ricerche alimentavano indagini private parallele, contenziosi finanziari, pratiche di separazione e strategie di pressione.
Sequestrati 900 file con circa mezzo milione di codici fiscali.
Ad acquistare quell’enorme mole di dati sarebbero state dieci agenzie investigative private distribuite sul territorio nazionale, tra cui Sole Investigazioni e Futura.
La dimensione del giro è confermata dai sequestri, pari a circa 1,3 milioni di euro.
Il procuratore Nicola Gratteri ha parlato di un mercato “vivissimo” di esfiltrazione di informazioni, fenomeno sistemico che si intreccia con scandali recenti.
Tra gli indagati figura infatti Giuliano Schiano, ex appuntato della Guardia di Finanza già emerso nell’inchiesta milanese Equalize: un indizio ulteriore che questi episodi non siano casi isolati, ma tasselli di una più ampia rete di spionaggio privato su scala nazionale.