Accordi
Il Patto di Pechino vale miliardi: 200 Boeing, intese su investimenti e IA, i giganti di Wall Street al seguito di Trump
La missione del presidente americano a Pechino mette insieme i colossi Usa per aprire mercati, regolare investimenti e l'IA, tra opportunità commerciali e sospetti di conflitti di interesse
Il 'patto di Pechino' vale già miliardi di dollari, a partire dai 200 aerei di commessa mandarina a favore di Boeing. Il business, oltre le tensioni di natura geopolitica, ha fatto maturare tra Usa e Cina i primi accordi per scongiurare una pericolosa guerra commerciale a vantaggio del «futuro fantastico insieme», citato da Donald Trump alla controparte Xi Jinping. «Lo voglio solo dire, a nome di tutta la grande delegazione che abbiamo, e abbiamo i più grandi uomini d’affari. Ognuno di loro ha risposto di sì e siamo qui solo con i numeri uno», ha aggiunto il tycoon.
Per la missione a Pechino, The Donald ha precettato i leader del club delle 'trillion company', le società di Wall Street da oltre i 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, più del Pil di Stati di medie dimensioni: da Elon Musk di Tesla e SpaceX a Tim Cook di Apple, fino a Dina Powell di Meta e Jensen Huang di Nvidia, il leader mondiale dei microchip per l’intelligenza artificiale.
Le parti, ha riferito la Casa Bianca, hanno discusso le modalità per rafforzare la cooperazione economica, compreso l'accesso degli Stati Uniti al mercato cinese, gli investimenti di Pechino nelle industrie americane e gli acquisti di prodotti agricoli a stelle e strisce, carne e soia in testa. Il tycoon ha annunciato la volontà di Pechino di comprare 200 aerei di Boeing, prima commessa di jet commerciali di fabbricazione Usa da quasi un decennio. Un numero inferiore ai 600 stimati dagli analisti: in Borsa i titoli del gruppo Seattle hanno avuto un tonfo iniziale del 5%. È andata meglio a Nvidia (+4%), in scia alle indiscrezioni secondo cui gli Stati Uniti avrebbero approvato la vendita del potente H200 alle aziende cinesi: è un processore per l’intelligenza artificiale di fascia alta, più avanzato dell’H20 disegnato appositamente per il Dragone in risposta alle restrizioni Usa all’export.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent, invece, ha fornito alcuni dettagli sullo stato dei colloqui, spiegando alla Cnbc ad esempio che l'obiettivo del 'Board on Investments' è di "stabilire a priori quali siano le aree non strategiche e non sensibili in cui sarebbe possibile per i cinesi effettuare investimenti". Sull'IA, le due parti tratteranno le «misure di salvaguardia»: Pechino è «sostanzialmente in ritardo rispetto a noi, ma dispone di un’industria dell’IA molto avanzata. Pertanto, inizieremo a dialogare. Istituiremo un protocollo per definire come procedere, adottando le migliori pratiche per garantire che attori non statali non riescano a impossessarsi di tali modelli».
Sia Xi sia il premier Li Qiang hanno ribadito che le porte della Cina «si apriranno sempre di più» verso l’esterno, offrendo «l'enorme potenziale», negli incontri avuti con i 17 capi azienda della delegazione Usa, tra cui anche Larry Fink di BlackRock, Stephen Schwarzman di Blakstone, Kelly Ortberg di Boeing, David Solomon di Goldman Sachs e Cristiano Amon di Qualcomm.
Infine, i sospetti di conflitto di interessi su Eric Trump, impegnato con il padre nella visita di Stato a Pechino. Una società collegata a lui e alla sua famiglia sta valutando un accordo con un produttore cinese di microchip che, nelle valutazioni del Congresso Usa, sarebbe connesso al Partito comunista cinese, ha riportato il Financial Times. Prima della partenza, Trump Jr ha detto di viaggiare da privato per sostenere la riuscita della missione del padre.