La guerra
L'escalation russa su Kiev: almeno 16 morti, tra cui due bambini. E la diplomazia internazionale è al bivio
A quarantotto ore dal cessate il fuoco annunciato dagli Stati Uniti, Mosca sferra un attacco massiccio sulla capitale dell'Ucraina. Zelensky invoca nuove difese aeree e l'intervento degli alleati
È salito a sedici il bilancio delle vittime accertate, tra cui due bambini, a seguito del pesante attacco militare russo che ha colpito la scorsa notte il distretto di Darnytsia a Kiev. Le operazioni di soccorso ed emergenza, coordinate dal Servizio di emergenza statale, proseguono senza sosta tra le macerie per cercare eventuali sopravvissuti. Accanto alle vittime si registrano al momento cinquantasette feriti, ventisette dei quali hanno necessitato di un ricovero ospedaliero d'urgenza. A sole quarantotto ore dalla fine del cessate il fuoco precedentemente annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, la Russia è tornata a colpire duramente l'Ucraina con uno dei bombardamenti più massicci delle ultime settimane, impiegando oltre seicentosettanta droni e cinquantasei missili. Le autorità locali hanno segnalato, in un drammatico aggiornamento nazionale, che l'ondata di attacchi ha causato in altre zone almeno ulteriori nove morti, inclusa una bambina di dodici anni, e quarantacinque feriti, tra cui figura un neonato.

Di fronte a questa grave escalation, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invocato una risposta ferma da parte della comunità internazionale. L'offensiva russa assume infatti un peso geopolitico rilevante, giungendo proprio nel giorno in cui il presidente cinese Xi Jinping ha ricevuto Trump a Pechino. Fonti vicine alla presidenza ucraina interpretano questa dimostrazione di forza di Vladimir Putin come un messaggio diretto ai due leader, mentre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato gli imminenti preparativi per una visita dello stesso presidente russo in Cina. Sul piano strettamente militare, il ministero della Difesa di Mosca ha rivendicato l'operazione confermando l'impiego di missili ipersonici Kinzhal, ma ha sostenuto di aver preso di mira unicamente infrastrutture dell'industria militare, aeroporti e nodi logistici ucraini. Questa versione è stata però seccamente smentita dal sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko, che ha documentato i pesanti danni subiti da complessi residenziali della capitale e lo scoppio di vari incendi. L'aggressione non ha risparmiato le operazioni umanitarie: Zelensky ha infatti denunciato l'attacco di due droni russi contro un veicolo dell'Onu nella regione di Kherson, fortunatamente senza conseguenze per le nove persone a bordo.
La condanna internazionale è stata unanime e immediata. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha denunciato il targeting indiscriminato dei civili, annunciando che Bruxelles sta finalizzando un pacchetto di aiuti per l'Ucraina incentrato sulla fornitura di droni del valore di sei miliardi di euro. Analogamente, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha stigmatizzato l'intensità dei raid russi, evidenziando come Mosca scelga deliberatamente la via dell'escalation militare al posto della negoziazione e ribadendo il fermo supporto di Berlino a una pace giusta. Dal canto suo, il Cremlino ha chiuso nettamente la porta a qualsiasi ruolo di mediazione da parte dell'Unione Europea, riconoscendo negli Stati Uniti l'unico interlocutore possibile e ribadendo, per bocca di Peskov, la pretesa di impadronirsi delle regioni orientali e del Donbass come precondizione assoluta per la cessazione delle ostilità.
Il presidente Zelensky ha infine sollevato un forte allarme sull'efficacia dell'embargo internazionale: l'analisi dei rottami di un missile Kh-101 che ha colpito un condominio a Kiev ha rivelato che l'arma è stata prodotta nel secondo trimestre di quest'anno, a riprova del fatto che la Russia riesce ancora a eludere le sanzioni globali per importare componenti strategici. Durante un incontro con i rappresentanti dell'Hudson Institute, il leader ucraino ha reiterato l'urgenza vitale di rafforzare i sistemi di difesa aerea del Paese e ha auspicato un coinvolgimento tempestivo del Congresso degli Stati Uniti per sbloccare l'impasse negoziale e ripristinare la sicurezza in Europa. Sul fronte interno, intanto, la Corte suprema anticorruzione di Kiev ha disposto l'arresto per sessanta giorni, con possibilità di cauzione, per l'ex capo di gabinetto di Zelensky, Andriy Yermak, figura centrale dell'amministrazione fino alle sue dimissioni dello scorso novembre.