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il caso

«Nei sogni di tutti c'è lo stupro»: bufera su Concita Borrelli a Porta a Porta

La giornalista choc sul caso Garlasco: "Non si tratta di essere santi o assassini". La giallista Cametti prende le distanze e la redazione di Vespa annuncia le scuse pubbliche.

15 Maggio 2026, 18:03

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«Nei sogni di tutti c'è lo stupro»: bufera su Concita Borrelli a Porta a Porta

«Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile, forte, c’è lo stupro». Hanno suscitato un’ondata di polemiche le frasi pronunciate ieri a Porta a Porta dalla giornalista Concita Borrelli durante il segmento dedicato al delitto di Garlasco, che hanno spinto la giallista Elisabetta Cametti, collegata in trasmissione, a prendere immediatamente le distanze.

«Diciamo una cosa dura, però secondo me molto realistica, non vera perché io non dico le cose vere, ma secondo me molto realistica – ha affermato Borrelli –. Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile, forte, c’è lo stupro. C’è che qualcuno ti prende e tu prendi qualcuno, nella testa, nei sogni, nell’immaginazione, ce l’abbiamo tutti e qui non si tratta di essere santi, bigotti o assassini

La redazione del programma condotto da Bruno Vespa si è detta «rammaricata per quanto accaduto». «Nonostante il carattere paradossale delle espressioni pronunciate durante l’ultima puntata del programma dedicato al delitto di Garlasco – si legge in una nota – al fine di evitare ulteriori equivoci ed interpretazioni fuori contesto, la giornalista Concita Borrelli si scuserà con il pubblico nella trasmissione in onda martedì 19 maggio

Il caso di Garlasco resta tema quotidiano su stampa e tv, con posizioni spesso contrastanti. Nel blocco dedicato al profilo psicologico di Andrea Sempio, indicato in trasmissione come unico imputato dopo la chiusura delle indagini della Procura di Pavia, Elisabetta Cametti ha dichiarato: «Lui sognava di stuprare le donne, sognava di accoltellarle, ma non solo. Ci sono anche una serie di ricerche fatte online, tutte a sfondo sessuale, violento. Lui aveva un interesse per gli stupratori, per i predatori, per gli omicidi, questo ovviamente non fa di lui né un aggressore né un assassino, però è chiaro che c’è una parte di lui che potrebbe essere un comportamento delittuoso».

Dopo l’intervento più tecnico della criminologa Anna Vagli, Borrelli è tornata a parlare, premettendo: «Diciamo una cosa dura, però secondo me molto realistica, non vera perché io non dico le cose vere, ma secondo me molto realistica», per poi ribadire: «Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile, forte, c’è lo stupro. C’è che qualcuno ti prende e tu prendi qualcuno, nella testa, nei sogni, nell’immaginazione, ce l’abbiamo tutti e qui non si tratta di essere santi, bigotti o assassini».

E ha aggiunto un monito sull’uso dei profili psicologici: «Questo è pericolosissimo, questi profili: che se ne faccia un uso molto misurato, ci fermiamo alla sfera sessuale. Per quanto riguarda il suo approccio nella realtà alle donne, si capisce che è un ragazzo introverso di per sé, con tutti. Introverso, ma non possiamo dire».