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meteo

L’Italia esce dal maltempo, ma il vero cambio di passo arriva domani e si punta verso i 30 gradi

Sulle Alpi torna la neve e i temporali rigano il Centro-Sud, ma nel weekend si prepara una svolta (quasi) da inizio estate

16 Maggio 2026, 09:21

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C’è un’immagine che racconta meglio di tutte il paradosso meteorologico di queste ore: a metà maggio, mentre in molte città si cammina ancora con l’ombrello aperto e lo sguardo al cielo, sulle montagne si rivede la neve a quote che sanno più di fine marzo che di primavera avanzata. Eppure, a pochi giorni di distanza, la scena è destinata a cambiare radicalmente: il maltempo che ha tenuto sotto scacco gran parte del Paese si avvia alla conclusione, lasciando spazio prima a un deciso miglioramento e poi a un aumento delle temperature che, nella prossima settimana, potrà portare i termometri fino a 29-30°C in diverse aree d’Italia.

Il passaggio cruciale è fissato con precisione sul calendario: sabato 16 maggio 2026 resta la giornata più instabile, quella delle ultime 24 ore di piogge, rovesci e temporali diffusi; domenica 17 maggio 2026, invece, segna il ritorno del sole su gran parte della Penisola, pur con qualche residua variabilità sui rilievi e all’estremo Sud. Da lì in avanti si aprirà una fase più stabile, destinata a consolidarsi soprattutto a partire da mercoledì 20 maggio, quando l’alta pressione dovrebbe rafforzarsi in modo più netto.

Le ultime ore difficili: dove insiste il maltempo

Il quadro di queste ore è ancora segnato dall’azione di una circolazione depressionaria che continua a convogliare aria più fredda e instabile verso l’Italia. Secondo Adnkronos, che cita il meteorologo Lorenzo Tedici di iLMeteo.it, il Paese sta vivendo l’ultima fase di un peggioramento dai tratti quasi autunnali, con precipitazioni diffuse dal Nord-Est a buona parte del Centro-Sud. Anche le previsioni ufficiali di Meteo Aeronautica Militare confermano per sabato 16 maggio piogge su ampie porzioni del territorio, con fenomeni più diffusi tra Emilia-Romagna, Umbria, zone interne del Lazio, Campania e Calabria, dove i rovesci possono assumere carattere temporalesco.

Non è solo una questione di ombrelli. In questa fase il maltempo ha mostrato un volto più severo anche per la combinazione con il vento. Meteo Aeronautica Militare segnala venti forti da ovest soprattutto sulla Sardegna occidentale e sulle coste tirreniche, con Mar di Sardegna e Tirreno centrale agitati e gli altri bacini generalmente mossi o molto mossi. Un elemento non secondario per chi si sposta via mare, per i collegamenti con le isole e per chi nel fine settimana ha in programma attività all’aperto lungo le coste.

Anche il Dipartimento della Protezione Civile ha evidenziato, nei giorni immediatamente precedenti, un quadro ancora perturbato, con rovesci e temporali localmente intensi in particolare lungo il versante tirrenico del Centro e con livelli di allerta gialla su alcune aree del Paese. Il richiamo alla prudenza non è formale: il sistema nazionale di allertamento ricorda che anche le allerte di livello ordinario possono tradursi in allagamenti localizzati, caduta di rami o alberi, disagi alla viabilità e problemi nei sottopassi o nelle zone depresse.

La neve a metà maggio: il dettaglio che misura l’anomalia

Il dato che più colpisce, e che spiega il carattere eccezionale di questa fase per il periodo, è quello della neve. L’articolo di Adnkronos segnala accumuli abbondanti sulle Alpi fino a 1400 metri e fiocchi anche sulle vette appenniniche: un’immagine inconsueta per la seconda metà di maggio. Nelle ore successive, la stessa tendenza è stata confermata da ulteriori aggiornamenti, con nuove nevicate alpine oltre i 1500 metri e un sensibile abbassamento delle temperature soprattutto al Centro-Sud e lungo il versante adriatico.

Questa oscillazione così brusca tra scenari quasi invernali in quota e prospettive di caldo precoce in pianura è il segno di una primavera ancora irrequieta, governata da scambi meridiani accentuati: aria più fredda che scende verso il Mediterraneo e, subito dopo, correnti più miti pronte a rimontare da ovest e sud-ovest. Non è un semplice “colpo di coda” del maltempo, ma una dinamica atmosferica che in poche giornate può cambiare completamente il volto del Paese. L’effetto pratico, per i lettori, è chiaro: chi è in viaggio tra pianura, collina e montagna dovrà fare i conti con condizioni molto diverse anche nello spazio di poche decine di chilometri.

Il punto di svolta: perché domenica 17 maggio conta davvero

La data attorno a cui ruota tutto è domenica 17 maggio 2026. Le previsioni convergono su un miglioramento ampio e abbastanza deciso. Meteo Aeronautica Militare parla di un “generale miglioramento delle condizioni del tempo”, con cielo poco o parzialmente nuvoloso su buona parte del territorio e solo qualche addensamento in più su Alpi e Appennino centro-meridionale, dove potrà ancora comparire qualche isolato rovescio. Anche 3B Meteo indica per domenica una pressione in aumento e un netto miglioramento da ovest, con instabilità residua soprattutto al Sud e lungo l’Adriatico.

In altre parole, non sarà una domenica perfettamente uniforme da Nord a Sud, ma sarà il giorno in cui il Paese uscirà davvero dalla fase perturbata più insistente. Al Nord il sole tornerà protagonista più rapidamente; sulle regioni tirreniche del Centro il miglioramento sarà evidente; al Sud e in parte lungo il medio-basso Adriatico potrà invece sopravvivere qualche incertezza, soprattutto nelle ore centrali e pomeridiane. È il classico scenario di transizione: il grosso della perturbazione se ne va, ma lascia dietro di sé qualche ultima sacchetta di instabilità.

C’è poi un altro segnale tecnico, meno appariscente ma importante: il calo di ventilazione e moto ondoso atteso proprio da domenica. Dopo le raffiche di Maestrale e i mari agitati di sabato, la situazione tenderà progressivamente a normalizzarsi. Un dettaglio prezioso non solo per la navigazione e il turismo costiero, ma anche per la percezione stessa del tempo: quando si spengono il vento e il mare grosso, il miglioramento diventa concreto agli occhi di tutti, non più soltanto una voce da bollettino.

Il ruolo del Maestrale e dell’alta pressione

Nel racconto del cambiamento c’è un protagonista spesso sottovalutato: il Maestrale. Adnkronos, riprendendo l’analisi di Lorenzo Tedici, individua proprio nel vento in rinforzo sulla Sardegna uno dei segnali del mutamento in arrivo. Nella meteorologia mediterranea, il Maestrale è spesso associato a un ricambio d’aria e alla successiva rimonta dell’anticiclone dopo il passaggio di una perturbazione. Non significa automaticamente stabilità piena e duratura, ma indica che la struttura depressionaria si sta spostando, liberando gradualmente spazio a condizioni più asciutte e luminose.

Le elaborazioni di Meteo Aeronautica Militare per la settimana 18-24 maggio 2026 rafforzano questa lettura: lo scenario dovrebbe essere dominato da un’area di alta pressione in espansione dalla Penisola Iberica verso l’Europa centro-settentrionale, con effetti anche sull’Italia, in particolare al Nord. Le precipitazioni risultano indicate con probabilità inferiori alla media su larga parte del Centro-Nord, su Molise, Puglia, Sicilia centro-occidentale e Sardegna, mentre altrove i cumulati dovrebbero rimanere più vicini alle medie del periodo.

Qui sta la differenza tra il semplice “migliora” e un vero cambio di fase: non un intervallo di bel tempo di poche ore, ma l’avvio di una struttura atmosferica più favorevole alla stabilità. Resta però un margine di prudenza, soprattutto per il Meridione, dove alcune correnti più fresche potrebbero continuare a lambire il bordo orientale dell’alta pressione. Tradotto: meno maltempo organizzato, più sole, ma con qualche rovescio pomeridiano ancora possibile nelle aree interne e montuose del Sud.

Da quando arriva il caldo, e quanto saliranno le temperature

La domanda che interessa di più molti lettori è semplice: da quando si potrà parlare davvero di caldo? La risposta, alla luce delle fonti consultate, va distinta in due tempi. Il primo è domenica 17 maggio, quando le temperature inizieranno a risalire grazie al maggior soleggiamento; il secondo, più netto, è atteso da mercoledì 20 maggio, quando l’alta pressione dovrebbe consolidarsi e favorire un aumento più marcato dei valori massimi.

Su questo punto i vari centri previsionali sono sostanzialmente allineati. Meteo Aeronautica Militare segnala per domenica un generale rialzo termico, pur con valori ancora sotto la media del periodo. iLMeteo.it e Adnkronos collocano invece tra 20 e 21 maggio la fase in cui le temperature potranno superare con più facilità i 25°C su molte regioni, con picchi di 29-30°C e valori quasi estivi in alcune aree urbane e interne. iLMeteo.it parla esplicitamente di punte vicine ai 30°C entro fine mese e di un ritorno del caldo dopo il fresco anomalo di questi giorni.

È bene però distinguere tra rialzo termico e ondata di calore. Per ora, le informazioni disponibili descrivono soprattutto un ritorno a condizioni più miti o localmente calde, non necessariamente un episodio estremo o eccezionale per intensità e durata. In molte zone del Paese, anzi, il rialzo avverrà dopo giornate con valori inferiori alla media stagionale: ciò significa che la sensazione di “estate improvvisa” sarà accentuata dal confronto con il freddo anomalo appena vissuto.

Cosa cambia per chi viaggia, lavora all’aperto o ha programmi nel weekend

Dal punto di vista pratico, il fine settimana resta diviso in due. Sabato 16 maggio è la giornata in cui conviene rivedere spostamenti non necessari nelle aree più esposte a rovesci e temporali, soprattutto tra Nord-Est, regioni centrali e parte del Sud tirrenico. Attenzione particolare anche alle zone costiere battute dal vento e ai collegamenti marittimi potenzialmente più difficili per mare mosso o agitato. Le raccomandazioni della Protezione Civile in caso di vento forte invitano a evitare aree esposte, moli e banchine, oltre a mettere in sicurezza oggetti su balconi e terrazzi.

Da domenica 17 maggio, invece, il quadro diventa molto più favorevole per attività all’aperto, gite e spostamenti, pur con una cautela residua per le aree montane e per alcune zone del Sud dove un rovescio isolato non si può escludere. È anche il momento in cui tornerà a pesare di più l’escursione termica: mattinate ancora fresche in alcune zone interne e montane, pomeriggi via via più miti o localmente caldi. Un dettaglio che conta per chi si muove presto, per chi fa trekking o per chi lavora su turni all’esterno.

Una primavera estrema, fra ombrelli e maniche corte

In fondo, il dato più interessante di questa fase non è solo la fine del maltempo, ma il modo in cui arriva: passando in pochi giorni da una neve quasi fuori stagione a valori da inizio estate. È il ritratto di una primavera nervosa, discontinua, capace di mescolare scenari opposti nel giro di poche ore. Prima il cielo basso, il vento, i temporali, le cime imbiancate; poi la pressione che risale, la luce che si allarga e le temperature che tornano a correre.

Per i lettori la sintesi è chiara: bisogna ancora attraversare un ultimo tratto scomodo, quello di sabato 16 maggio, ma il peggio sembra alle spalle. Domenica 17 maggio sarà il giorno della svolta visibile, quello in cui il sole tornerà a occupare la scena su quasi tutta l’Italia. Il vero salto di qualità, però, arriverà tra martedì 19 e soprattutto mercoledì 20 maggio, quando l’alta pressione dovrebbe prendere in mano la regia del tempo e aprire una fase più stabile e decisamente più mite, con i primi assaggi concreti di caldo quasi estivo.