il caso
Pomeriggio di terrore a Modena: auto travolge pedoni in via Emilia, conducente bloccato dai passanti: cosa sappiamo
Auto lanciata sulla via Emilia nel centro storico di Modena: otto feriti, una donna ha subito l'amputazione degli arti inferiori; 31enne fermato dai passanti e indagini antiterrorismo in corso.
Pomeriggio di terrore nel cuore di Modena. Una Citroën C3 grigia è sopraggiunta all’improvviso lungo la via Emilia, in zona a traffico limitato del centro storico, travolgendo prima una bicicletta e un gruppo di pedoni sul lato destro, diretta verso il marciapiede. L’auto ha poi proseguito a zigzag e, con una svolta repentina a sinistra, ha centrato in pieno una donna davanti a un negozio, provocandole l’amputazione degli arti inferiori. L’uomo al volante è sceso dal veicolo e, prima di essere immobilizzato da alcuni passanti, ha ferito con un coltello uno di loro. Il bilancio è di otto feriti — cinque donne e tre uomini — di cui quattro in condizioni gravi.
Tre persone sono state rianimate sul posto. L’episodio è avvenuto intorno alle 16.30, in un sabato di sole, con la Ghirlandina sullo sfondo. «Un attentato», hanno mormorato in molti in strada, evocando scenari inediti per l’Italia e richiami a Nizza. Restano tuttavia da accertare le motivazioni del gesto attribuito a Salim El Koudri, 31 anni, nato in provincia di Bergamo, residente a Ravarino, laureato in Economia, a quanto risulta seguito in passato dai servizi psichiatrici e attualmente senza lavoro. La famiglia è di origine marocchina. L'uomo è stato fermato per strage.
Il 31enne è stato condotto in questura e la sua abitazione è stata perquisita. Gli accertamenti hanno escluso l’assunzione di alcol o droghe; non risultano precedenti penali. Sono in corso verifiche sulle sue frequentazioni. Al momento non emergono legami con gruppi organizzati, ma è presto per conclusioni definitive. Alcuni elementi, comprese frasi riferite dall’uomo, inducono gli inquirenti ad approfondire il contesto e a non escludere una possibile matrice eversiva, anche in termini di emulazione. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Modena, affiancata dall’antiterrorismo della Dda di Bologna, sotto l’attenzione del procuratore Paolo Guido. Personale della Digos bolognese è stato inviato sul posto per raccogliere informazioni e coordinare gli approfondimenti. Si partirà dal profilo del sospettato, dai suoi dispositivi informatici e dai contatti recenti. L’autovettura, parzialmente distrutta e rimasta in strada, è stata sequestrata per i rilievi. La cattura di El Koudri è stata possibile grazie al sangue freddo di quattro o cinque passanti che hanno assistito alla scena: l’uomo avrebbe tentato di colpirli con il coltello, ferendone lievemente uno, ma è stato disarmato e consegnato alla polizia. I testimoni sono stati accompagnati in questura per essere ascoltati sui fatti, sulle parole pronunciate dall’automobilista e su quanto hanno osservato. L’intera sequenza, una trentina di secondi di puro orrore, è stata ripresa da numerose telecamere di sorveglianza della zona, tra cui quelle del Teatro Storchi, a poche centinaia di metri dal luogo dell’impatto. Quasi subito è giunto in via Emilia il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, che ha parlato di «atto drammatico» di cui «è necessario capire la natura». «Ma qualunque sia — ha aggiunto — è un fatto gravissimo». In seguito Mezzetti ha sentito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi; in serata ha avuto un colloquio anche con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Esprimo la mia vicinanza alle persone ferite e alle loro famiglie. Rivolgo anche un ringraziamento ai cittadini che con coraggio sono intervenuti per fermare il responsabile e alle Forze dell’ordine per il loro intervento», ha dichiarato la premier, aggiungendo di confidare «che il responsabile risponda fino in fondo delle sue azioni». Dal Quirinale si è appreso che il Capo dello Stato ha chiamato il sindaco «per avere notizie dei feriti, esprimere vicinanza alla città e chiedergli di trasmettere i ringraziamenti a quei cittadini che con coraggio hanno bloccato il colpevole».