Il caso
Terrore a Modena, marito e moglie feriti stabili in ospedale. Un ufficiale ha salvato la donna amputata
Il militare fuori servizio ha bloccato l'emorragia di una donna gravemente ferita. Il dolore dell'arcivescovo Castellucci e lo choc della consigliera Arletti: «Ero a venti metri, potevamo essere noi»
Sono marito e moglie i due feriti ricoverti all’ospedale Maggiore di Bologna, coinvolti nei fatti di Modena di ieri pomeriggio. Entrambi hanno 55 anni e le loro condizioni, dopo la notte, sono stazionarie. La situazione della donna rimane critica, meno gravi il marito, ma entrambi sono in Rianimazione.
Tra i primissimi a prestare soccorso alle persone investite ieri da un'auto in via Emilia Centro a Modena figura un ufficiale dell’Esercito effettivo al nono reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin", in quel momento libero dal servizio.
Trovandosi nella zona di porta Bologna, il militare si è subito accorto della drammatica situazione di una donna di 55 anni, colpita in pieno dalla vettura e finita a terra con le gambe amputate, ed è intervenuto tempestivamente per applicarle un laccio emostatico (tourniquet) che portava nello zaino.
La prontezza dell'ufficiale si è rivelata fondamentale per contenere la grave emorragia in attesa del personale medico, che il paracadutista ha atteso rimanendo costantemente sul posto.
La tragedia ha scosso nel profondo l'intera comunità cittadina, portando monsignor Erio Castellucci, arcivescovo-abate di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, a esprimere tramite l'agenzia Sir la massima vicinanza della Chiesa alle vittime di questa violenza definita "insensata" e alle loro famiglie, sottolineando l'importanza di sostenere l'azione di tutti coloro che costruiscono la pace a livello civile.
Un profondo sgomento condiviso anche dalla consigliera regionale modenese di Fratelli d'Italia Annalisa Arletti, testimone diretta dei fatti: trovandosi ad appena venti metri di distanza con la figlia per mano, ha affidato ai social tutta la sua rabbia, ricordando che al posto dei feriti avrebbe potuto esserci chiunque. Oltre a dedicare un pensiero alla donna travolta e una preghiera a chi lotta tra la vita e la morte, la consigliera ha voluto elogiare pubblicamente il raro coraggio dei quattro cittadini intervenuti per fermare l'aggressore in un episodio che ha sconvolto la città.