l'incidente
Crans-Montana, l’inchiesta si allarga ancora: un funzionario comunale passa da testimone a indagato, ora i nomi nel fascicolo sono 14
L'ultimo indagato nell'ambito della ricostruzione tra omissioni, controlli mancati e responsabilità pubbliche e private
Sale a quattordici il numero degli indagati nell’indagine sulla tragedia della notte di Capodanno a Crans-Montana, costata la vita a 41 persone e con 115 feriti. L’ultimo iscritto nel registro è Jean-Stéphane Rey, funzionario dell’ufficio tecnico del Comune di Chermignon, sul cui territorio sorgeva il discobar Constellation prima della fusione amministrativa del 2017 che ha dato origine a Crans-Montana. Rey, che ha mantenuto l’incarico anche nella nuova municipalità, è stato ascoltato a Sion inizialmente come testimone. Durante l’interrogatorio avrebbe in un primo momento dichiarato di essersi occupato unicamente delle autorizzazioni relative alla veranda del Constellation e di non aver mai effettuato controlli nel piano seminterrato del locale dopo la ristrutturazione del 2015. Le contestazioni documentali formulate dalla polizia di Sion avrebbero tuttavia fatto emergere contraddizioni nella sua versione dei fatti.
È un nuovo scatto in avanti di un procedimento che, mese dopo mese, ha progressivamente spostato il proprio baricentro. All’inizio il fuoco dell’attenzione era concentrato sui gestori del locale; poi la procura ha cominciato a risalire la filiera dei controlli, delle autorizzazioni, delle omissioni amministrative e delle verifiche antincendio che, secondo gli inquirenti, potrebbero non essere state adeguate. Oggi il fascicolo svizzero non riguarda più soltanto chi aveva la disponibilità materiale del locale, ma investe anche dirigenti della sicurezza, funzionari, ex amministratori, politici e perfino il sindaco in carica. Tutti, allo stato, sono chiamati a rispondere delle stesse ipotesi di reato: omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo.
Il passaggio chiave: perché l’iscrizione di Jean-Stéphane Rey pesa
Rey era stato convocato a Sion inizialmente come testimone, cioè come figura ritenuta in grado di chiarire passaggi amministrativi e tecnici del dossier Constellation. Il suo ruolo, del resto, non era marginale: era indicato come responsabile delle costruzioni nell’ex Comune di Chermignon e avrebbe mantenuto incarichi tecnici anche dopo la nascita del nuovo assetto comunale di Crans-Montana. Durante l’audizione sarebbero emerse incongruenze su che cosa fosse stato realmente verificato nel locale, in particolare in relazione ai lavori e ai controlli sul piano seminterrato, cioè proprio l’area in cui la tragedia ha avuto conseguenze devastanti. La contestazione mossa dagli inquirenti si sarebbe basata anche su documentazione e scambi di mail che avrebbero smentito almeno in parte la versione fornita dal funzionario. Da qui la decisione di trasformare la sua posizione processuale in quella di indagato. Dopo il cambio di status, Rey si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere.
Il rogo di Capodanno: il bilancio che ha cambiato tutto
La notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026. Nel bar Le Constellation di Crans-Montana, nel canton Vallese, un incendio violentissimo ha provocato una delle peggiori tragedie recenti in Svizzera. Il bilancio ufficiale aggiornato parla di 41 morti e 156 feriti; tra questi, molti giovani e numerosi cittadini stranieri. Le autorità federali svizzere e il Canton Vallese hanno confermato anche la gravità eccezionale delle ustioni riportate da molte vittime, tanto da rendere necessario il trasferimento di pazienti in centri specializzati in Svizzera, Belgio, Francia, Germania e Italia attraverso il meccanismo europeo di protezione civile.