Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
20 maggio 2026 - Aggiornato alle 13:29
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Roma

Dal volto di Meloni a quello di Marina Berlusconi: non c'è pace per l'angelo di San Lorenzo in Lucina

La senatrice di Fratelli d'Italia Susanna Donatella Campione, componente della Commissione Cultura di Palazzo Madama parla di una "caccia alle streghe" dopo gli attacchi al secondo restauro

20 Maggio 2026, 11:36

11:40

Dal volto di Meloni a quello di Marina Berlusconi: non c'è pace per l'angelo di San Lorenzo in Lucina

"Prima era Giorgia Meloni, ora si cercano somiglianze con altri personaggi pubblici in una caccia alle streghe, in questo caso all’angelo restaurato di San Lorenzo in Lucina, degna di miglior causa. A questo punto è evidente che il problema non è l’angelo restaurato di San Lorenzo in Lucina, ma l’ossessione ideologica di certa sinistra e di un sistema mediatico incapace di guardare un’opera d'arte senza trasformarla in una polemica politica". Lo dichiara la senatrice di Fratelli d'Italia Susanna Donatella Campione, componente della Commissione Cultura di Palazzo Madama, commentando le nuove discussioni nate attorno al volto dell’angelo restaurato nella storica basilica romana che ora si vocifera assomigli a Marina Berlusconi.

"Trovo surreale - prosegue la senatrice di Fratelli d’Italia - che si sia arrivati perfino a chiedere la modifica di un volto dipinto perché ritenuto somigliante al presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Un intervento artistico diventato bersaglio di ironie, attacchi e pressioni al punto da costringere il Vicariato a un nuovo ritocco. E oggi, dopo il secondo restauro, riparte la stessa identica caccia alla somiglianza. Segno evidente che il problema non era e non è il dipinto". "L'arte sacra, la storia e il patrimonio culturale di Roma meritano rispetto, non processi mediatici o interpretazioni caricaturali alimentate dai social. Colpisce soprattutto che una vicenda nata dal recupero di un affresco danneggiato dalle infiltrazioni d’acqua sia stata trasformata in un caso nazionale solo perché qualcuno ha pensato di riconoscere i tratti della premier".

"Evidentemente - conclude l’esponente di FdI - sarebbe stato più semplice lasciare l’angelo così com'era, oltretutto più bello, evitando una censura dettata dal conformismo culturale. Perché il vero rischio, oggi, è che ogni opera venga giudicata non per il suo valore artistico ma per la presunta simpatia politica che qualcuno decide di attribuirle".