Scomparsa da 43 anni
Il giallo di Emanuela Orlandi: il fratello si prepara all'anniversario fra piste aperte, misteri vaticani e buchi neri
La speranza perduta sui social: «Ogni anno abbiamo sperato che fosse l’ultimo sit-in»
Era il 22 giugno 1983 quando Emanuela Orlandi è scomparsa nel nulla. Intorno alle 7 di sera non si hanno più notizie della giovane che si trovava nel centro storico di Roma, vicino a corso Rinascimento e piazza Sant’Apollinare, era appena uscita dalla scuola di musica “Tommaso Ludovico da Victoria” dove seguiva i corsi di flauto e canto corale. L'ultima volta è stata vista alla fermata dell’autobus dove si trovava con una compagna di scuola. In questi anni si è parlato di un rapimento, ma anche di intrighi vaticani. Un giallo che nemmeno 40 anni sono riusciti a risolvere.
Il post del fratello
Oggi il fratello Pietro Orlandi, in vista dei 43 anni della scomparsa di sua sorella, ha voluto lanciare un appello social: «Ogni anno abbiamo sperato che fosse l’ultimo sit-in di un anniversario che dura da troppo tempo. Invece siamo ancora qui a pensare al prossimo, al 43esimo anniversario, senza verità, dal rapimento di Emanuela». Orlandi annuncia l’intenzione di organizzare un nuovo presidio: «Questa volta vorrei farlo il 22 giugno verso le 19, so che è un lunedì ma credo sia giusto ricordarlo nel giorno e nell’ora di 43 anni fa per ripercorrere quei momenti da prima dell’entrata alla scuola di musica fino a quando si persero le sue tracce tra le 19 e le 19.30». «I primi di giugno mi recherò in questura per chiedere le autorizzazioni e, appena avrò le conferme, farò la locandina da pubblicare con luogo e orario», aggiunge.
Il cold case
Emanuela Orlandi era la figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia. Il cold case, in poco tempo, è stato segnato da decenni di piste anche surreali. Dal collegamento con l’attentato a Papa Giovanni Paolo II, fino allo IOR, toccando la Banda della Magliana e addirittura i servizi segreti. Negli ultimi mesi è rispuntata la pista di “Mister X”: alcuni componenti della commissione parlamentare d’inchiesta dedicata a Emanuela Orlandi hanno riportato l’attenzione su alcuni verbali a lungo trascurati, ipotizzando che la sparizione possa ricondursi a dinamiche di femminicidio. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 sono stati inoltre avviati accertamenti su ex allieve della scuola di musica, con contestazioni per false informazioni, e sono stati riesaminati vecchi documenti riguardanti un seminarista ed è stata riportata alla luce la pista di Londra.
Poi si era aperta l'inquietante ipotesi di aver trovato il cadavere di Emanuela. Ma gli approfondimenti scientifici hanno nel frattempo escluso collegamenti con la giovane vaticana per quanto riguarda i resti rinvenuti mesi fa al San Camillo: le analisi genetiche eseguite dall’Università La Sapienza di Roma sulle ossa ritrovate in un vano ascensore dell’ospedale capitolino hanno infatti negato qualsiasi compatibilità con il profilo di Emanuela Orlandi.
Per dirimere la matassa sono tre procedimenti paralleli condotti dalla procura di Roma, dalla magistratura Vaticana e dalla Commissione parlamentare bicamerale d’inchiesta. Un triplice lavoro che servirebbe a trovare la strada giusta. Ma fino a oggi la luce in fondo al tunnel non si vede. Come ricorda appunto oggi il fratello Pietro sui social.