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vaticano

Ruini in condizioni critiche: il cardinale intellettuale affronta la prova più dura

A 95 anni, l'ex presidente della CEI è assistito in casa dopo i ricoveri del 2024 e 2025. L'Italia col fiato sospeso per l'uomo che ha guidato la Chiesa nel post-Democrazia Cristiana

21 Maggio 2026, 15:23

15:30

Ruini in condizioni critiche: il cardinale intellettuale affronta la prova più dura

Il cardinale Camillo Ruini, che ha compiuto 95 anni lo scorso 19 febbraio, versa in condizioni di salute critiche ed è accudito nella sua abitazione romana.

La sua situazione clinica appariva fragile già da tempo: nel luglio 2024 un problema cardiaco aveva imposto il ricovero in terapia intensiva al Policlinico Gemelli, cui seguì, nel settembre 2025, un’ulteriore degenza per accertamenti anche sulla funzionalità renale.

Il silenzio che oggi avvolge la sua casa fa da contrappunto a una voce che per decenni ha risuonato ferma e autorevole nello spazio pubblico nazionaleOrdinato sacerdote nel 1954, Ruini conobbe un’ascesa rapida e decisa, sostenuta da Giovanni Paolo II, che ne apprezzò l’affidabilità istituzionale e la statura teologica: segretario della CEI dal 1986, nel 1991 fu nominato presidente della Conferenza Episcopale Italiana, creato cardinale e designato vicario del Papa per la diocesi di Roma.

Alla guida della CEI per sedici anni, fino al 2007, non si limitò al ruolo di amministratore della vita ecclesiale. Di fronte al vuoto politico seguito alla fine della Democrazia Cristiana, elaborò il celebre “Progetto culturale”, con l’ambizione di fare del cristianesimo non un semplice riferimento privato, ma un criterio vivo di interpretazione e intervento nella società attraversata da una rapida secolarizzazione.

Il suo ministero lasciò tracce anche sul piano pastorale e urbano: a Roma promosse l’ordinazione di 484 sacerdoti e la costruzione di 57 nuove chiese, oltre a guidare eventi epocali come il Grande Giubileo del 2000.

Il suo nome divenne persino un sostantivo politico, il “ruinismo”, a indicarne l’attitudine a non sottrarsi al confronto, anche aspro. Figura insieme divisiva e ineludibile, condusse battaglie identitarie in difesa dei “valori non negoziabili” che accesero il dibattito pubblico: dall’appello all’astensione al referendum sulla fecondazione assistita del 2005, al controverso no ai funerali religiosi per Piergiorgio Welby nel 2006, fino al ruolo di regista nel primo Family Day del 2007.

Per i critici fu un’ingerenza ecclesiastica nelle leggi civili; per i sostenitori, il presidio di una fede decisa a non confinarsi ai margini di una società pluralista. Dietro il leader capace di incidere nell’agenda politica, rimase sempre l’intellettuale e il teologo: anche i detrattori gli hanno riconosciuto una rara capacità di interpretare i mutamenti del Paese.

Oggi, l’apprensione per le sue condizioni si traduce in un inevitabile bilancio su un’epoca. La Chiesa attuale impiega un lessico pastorale diverso e mostra gerarchie meno frontali nel rapporto con la politica; e tuttavia, per comprendere il cattolicesimo italiano a cavallo tra i due millenni, misurarsi con l’eredità di Camillo Ruini resta un passaggio obbligato.