Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
21 maggio 2026 - Aggiornato alle 18:12
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

lo scenario

La guerra dei droni bussa all'Italia: il mistero delle basi ucraine in Libia (che mettono a rischio i gasdotti)

Indiscrezioni e inchieste denunciano patti militari tra Tripoli e Kiev per colpire la flotta ombra russa. Mentre i governi tacciono, l'Unione Europea fa i conti con un conflitto ormai alle sue porte

21 Maggio 2026, 17:40

17:41

La guerra dei droni bussa all'Italia: il mistero delle basi ucraine in Libia (che mettono a rischio i gasdotti)

Il conflitto tra Russia e Ucraina oltrepassa i confini del Mar Nero e si proietta verso sud, trasformando il Mediterraneo centrale in un inatteso teatro di pressione militare e strategica.

Una crisi che appariva circoscritta all’Europa orientale oggi si riposiziona a ridosso delle coste italiane, sfruttando la frammentazione politica della Libia e mettendo a rischio infrastrutture energetiche vitali per il nostro Paese.

Il campanello d’allarme è suonato con il caso della Arctic Metagaz, mercantile russo appartenente alla cosiddetta “flotta ombra” impiegata da Mosca per eludere le sanzioni e continuare a finanziare lo sforzo bellico tramite l’export petrolifero.

Il 4 marzo 2026 la Russia ha accusato Kiev di avere colpito l’unità al largo delle coste libiche con un drone navale Magura V5, lasciandone lo scafo alla deriva.

L’episodio ha imposto un intervento d’emergenza della National Oil Corporation (NOC) libica e del partner italiano Eni per prevenire un disastro ambientale.

Il pericolo si è materializzato nelle vicinanze del complesso di Mellitah, snodo cruciale da cui parte il gasdotto GreenStream diretto in Sicilia e nel resto d’Italia, evidenziando come l’instabilità dell’area incida direttamente sulla sicurezza europea.

Dietro questi attacchi si intravede una trama più articolata. Secondo diverse fonti giornalistiche, tra cui il quotidiano libico Al Wasat e inchieste di RFI ed Euronews, sarebbe in corso una cooperazione tra Kiev e il Governo di Unità Nazionale di Tripoli, guidato da Abdulhamid Dbeibah. In cambio di addestramento militare alle forze libiche, l’Ucraina avrebbe dispiegato oltre 200 tra ufficiali e specialisti nella Libia occidentale, tra Misurata e Zawiya, allestendo basi operative per il lancio di droni aerei e navali.

Benchè né KievTripoli abbiano fornito conferme ufficiali, il controllo di questa fascia costiera garantirebbe a Kyiv un rilevante vantaggio geografico per colpire la logistica navale russa nel Mediterraneo.

La Libia, ancora profondamente divisa tra il governo di Tripoli e il potere del generale Khalifa Haftar a est — storicamente affiancato da presenze russe come l’ex gruppo Wagner — si sta trasformando in un laboratorio a cielo aperto della guerra dei droni e delle ingerenze straniere.

In un contesto di debolezza istituzionale, il conflitto si espande silenziosamente attraverso basi logistiche, infrastrutture “dual use” e intese informali.

Se il Mediterraneo dovesse rientrare stabilmente nel raggio operativo di questa guerra, la Europa non si troverebbe più di fronte a una crisi d’importazione, ma a un confronto che si affaccia direttamente sulle sue rotte commerciali ed energetiche.

È l’ultimo elemento di instabilità di cui Italia e Unione Europea non avevano bisogno, in un quadrante marittimo che Bruxelles — tramite la missione IRINI — già monitora con fatica per arginare il traffico d’armi e le esportazioni illecite.