Morti alle Maldive, da cellulari, computer, chiavette e hard disk forse la ricostruzione della dinamica
I dispositivi sequestrati sono già arrivati in Italia. La prossima settimana sarà eseguita l'autopsia a Gallarate sul capobarca Gianluca Benedetti
Sarà eseguita lunedì all’ospedale di Gallarate (Varese), struttura di riferimento per Malpensa, l’autopsia sul corpo di Gianluca Benedetti, il capobarca di 44 anni originario di Padova, primo dei cinque sub morti alle Maldive a essere individuato dopo la tragedia e il primo a essere rimpatriato. Alle 12 il sostituto procuratore di Busto Arsizio Nadia Calcaterra, su delega della Procura di Roma che indaga per omicidio colposo, conferirà l’incarico al medico legale Luca Tajana, dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Pavia, alla tossicologa Cristiana Stramesi e all’anestesista, rianimatore e specialista di medicina sportiva e subacquea Luciano Ditri. L’esame autoptico inizierà subito dopo il conferimento dell’incarico. Le salme degli altri quattro sub vittime della tragedia - Monica Montefalcone, docente dell’Università di Genova, la figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice di Unige Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, laureato di recente all’ateneo genovese - rientreranno invece sabato a Malpensa, in tarda mattinata. La Procura di Busto Arsizio sta inoltre valutando il trasferimento diretto delle salme a Pavia per l’esecuzione degli esami autoptici.
Sul piano delle indagini si apprende che la squadra mobile di Genova ha sequestrato i telefonini cellulari, i computer, le chiavette e un hard disk della professoressa Monica Montefalcone e degli altri sub morti durante una immersione in una grotta subacquea dell’atollo di Vaanu, nelle Maldive. I dispositivi elettronici sono stati riportati in Italia da Stefano Vanin, professore associato di Zoologia presso l'Università di Genova, che si trovava sulla Duke of York. Il docente è stato convocato in questura dove ha portato tutto il materiale dei cinque sub e lo ha consegnato agli investigatori. In procura a Genova è stato aperto un fascicolo «tecnico» per potere ottenere la convalida del sequestro e dopo verrà inviato agli investigatori romani. La procura di Roma ha infatti aperto una inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti. Una volta arrivati nella Capitale, i dispositivi elettronici verranno analizzati per fare chiarezza su quanto accaduto.