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Governo

Trentaquattro anni dopo Capaci, Piantedosi: "Il dovere di ricordare e continuare a lottare"

Il ricordo di Falcone, Morvillo e della scorta rinnova l'impegno a difendere la legalità e il patto tra le generazioni

23 Maggio 2026, 09:08

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Trentaquattro anni dopo Capaci, Piantedosi: "Il dovere di ricordare e continuare a lottare"

Matteo Piantedosi

«Trentaquattro anni fa, nella strage di Capaci, persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Quel giorno la mafia colpì magistrati, donne e uomini dello Stato impegnati ogni giorno nella difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini.

Falcone e i suoi uomini conoscevano i pericoli, erano consapevoli dei rischi eppure scelsero di restare, di continuare a lottare contro la criminalità organizzata. Perché ci sono battaglie che non si possono abbandonare.

Oggi rinnoviamo il nostro impegno a custodire la loro memoria e la loro eredità. Perché ricordare non è solo un esercizio di stile ma significa riaffermare con forza quel patto tra generazioni che ci spinge a proseguire lungo la strada tracciata, guidati dai valori che li ispirarono e che ognuno di loro onorò sempre con sacrificio e dedizione. La memoria di Giovanni Falcone e delle vittime delle stragi di mafia vive nelle scelte quotidiane di chi decide di servire lo Stato con onore e responsabilità

Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.