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Guerra in Medio Oriente

Media iraniani: "Inaccettabili le proposte dell'Iran per gli Usa". Mentre Trump mette Netanyahu ai margini

Gli Usa respingono le proposte iraniane: mediazione pakistana per una fine della guerra, mentre il New York Times racconta l'isolamento di Netanyahu nei negoziati

23 Maggio 2026, 12:36

12:40

Negoziati  per la pace a rilento

Indiscrezioni provenienti da ambienti iraniani di alto livello, rilanciate dall’emittente saudita Al Arabiya, riferiscono di un netto rifiuto da parte di Washington alle proposte avanzate da Teheran: “Ciò che l'Iran ha proposto finora è inaccettabile per gli Usa”, si legge in un post su X dell’emittente con sede a Dubai.

I colloqui e le consultazioni sui punti di disaccordo sono ancora in corso e non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo”, ha dichiarato all’agenzia iraniana Tasnim una fonte vicina al team negoziale, a proposito delle ultime trattative per una soluzione che metta fine alla guerra che coinvolge Usa, Israele e Iran. La stessa fonte ha precisato che il mediatore pakistano continua a fare da tramite tra le parti, sottolineando come l’attenzione sia oggi concentrata sulla “fine della guerra” e che, finché questo nodo non sarà sciolto, non si apriranno altri capitoli negoziali.

“Sono stati compiuti alcuni progressi su alcune questioni rispetto ai colloqui precedenti, ma finché tutti i punti di disaccordo non saranno risolti, non si raggiungerà un accordo”, ha aggiunto, avvertendo inoltre che i testi diffusi da talune fonti occidentali sui dettagli dell’intesanon sono accurati”.

Il New York Times, dal canto suo, scrive che Israele e il primo ministro Benjamin Netanyahu sarebbero stati di fatto messi ai margini da Donald Trump nelle frenetiche ore in cui si tenta di chiudere un accordo con l’Iran, con il premier israeliano “praticamente non coinvolto” nei negoziati. Il quotidiano, citando fonti della sicurezza israeliana, parla di un passaggio per Netanyahu da ruolo di “co-pilota” a quello di “mero passeggero”, una “battuta d’arresto umiliante” per Israele che comporta “rischi significativi per il Paese”, costretto a reperire informazioni autonomamente attraverso i canali regionali e l’attività dell’intelligence.

Questo scenario si inserisce all’indomani della conversazione telefonicalunga e drammatica” intercorsa tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu.