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la guerra

Cosa è l'“Oreshnik”, il missile russo che viaggia a 12mila km/h e che può colpire l'Europa in meno di 20 minuti

Raggio d'azione fino a 5.500 km per il vettore russo entrato in servizio lo scorso agosto. Washington minimizza, ma l'incubo dei missili a lungo raggio resta sullo sfondo

24 Maggio 2026, 17:44

Cosa è l'“Oreshnik”, il missile russo che viaggia a 12mila km/h e che può colpire l'Europa in meno di 20 minuti

La Russia ha nuovamente colpito l’Ucraina impiegando la sua arma di più recente generazione: il missile balistico ipersonico a medio raggio “Oreshnik”. Il nome, che in russo significa “nocciolo”, designa un vettore letale già impiegato in più circostanze: dal battesimo del fuoco del 21 novembre 2024 contro un complesso industriale a Dnipro, a un’azione nella regione di Leopoli il 9 gennaio scorso, fino al più recente lancio notturno contro una cittadina situata a circa 60 chilometri da Kiev.

Sotto il profilo tecnico, l’Oreshnik è un sistema d’arma “dual-use”, concepito per alloggiare sia testate convenzionali sia nucleari. Secondo analisi occidentali, si tratta di un ordigno di tipo MIRV (Multiple Independently Targetable Reentry Vehicles), quindi capace di rilasciare più testate indipendenti su bersagli differenti.

Viaggiando nell’alta atmosfera a circa tre chilometri al secondo — oltre dieci volte la velocità del suono, secondo le dichiarazioni di Vladimir Putin — il vettore risulta estremamente difficile da intercettare per le attuali difese aeree ucraine.

La gittata, stimata tra i 3.000 e i 5.500 chilometri, ne fa una minaccia diretta non solo per l’Ucraina, ma per l’intero continente europeo, un monito che il comando missilistico russo ha lanciato esplicitamente fin dal primo impiego.

Gli esperti ritengono che l’Oreshnik derivi dal progetto RS-26 Rubezh, un missile collaudato in passato ma mai entrato in servizio. Rispetto al presunto predecessore, il nuovo sistema avrebbe uno stadio di spinta in meno, riducendo così la portata per rientrare nella categoria dei vettori a medio raggio.

Il 1° agosto 2025, il presidente Putin ne ha annunciato ufficialmente l’avvio della produzione e l’entrata in servizio, confermando la consegna del primo lotto alle Forze armate.

Il Cremlino avrebbe sviluppato questa arma in risposta all’impiego, da parte di Kiev, di droni e missili occidentali a lungo raggio contro obiettivi sul territorio russo, nonché come contromossa allo schieramento di missili a raggio intermedio statunitensi in Europa e nell’area Asia-Pacifico.

Fonti statunitensi, tuttavia, tendono a ridimensionarne la portata strategica, sostenendo che l’Oreshnik, preso singolarmente, non sia in grado di mutare l’esito del conflitto. A preoccupare maggiormente, sottolineano vari analisti, è piuttosto l’arsenale di missili balistici intercontinentali russi (ICBM), le cui scorte risultano intatte.

Con una portata fino a 10.000 chilometri e la possibilità di essere armati con testate nucleari, questi vettori avrebbero un impatto ben diverso e potrebbero teoricamente raggiungere anche la costa orientale degli Stati Uniti.