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IL PERSONAGGIO

Il ritorno di Paolo Zampolli, l'Amico Amerikano e inviato speciale di Trump: «Epstein non si è suicidato»

Da Fedez a Del Debbio, il business man italo americano della Casa Bianca conquista i salotti italiani

25 Maggio 2026, 12:50

13:01

 Il ritorno di Paolo Zampolli, l'Amico Amerikano e inviato speciale di Trump: «Epstein non si è suicidato»

Riecco l’Amico Amerikano, Paolo Zampolli. Sull’inviato speciale di Donald Trump per le partnership globali tornano ad accendersi i riflettori, ammesso che si siano mai spenti, tra un annuncio roboante e una polemica, tra un’acrobazia diplomatica e un’indiscrezione maliziosa. E arrivano altri segnali, infilati più o meno per caso in mezzo a tante cose già dette.

Immancabile completo sulle tinte del blu, camicia bianca e cravatta sgargiante, Zampolli oggi sarà alle 13 su Youtube ospite di “Pulp Podcast”, il format di Fedez e Mr. Marra, il primo ormai molto più che un rapper, il secondo molto più che un blogger. Di più: pochi giorni fa «l’uomo che ha presentato Melania a Donald», come da citazione didascalica che lo accompagna e come lui stesso ribadisce fornendo dettagli dei primi incontri, è stato anche nel meno spericolato salotto di Paolo Del Debbio, a “Diritto e Rovescio”.

Una studiata operazione simpatia, dopo il ben più oscuro ritratto che gli ha fatto “Report” e che ha spinto il legale italiano di Zampolli, l’avv. Maurizio Miculan, ad avviare una causa con la richiesta di un risarcimento milionario. Altri milioni, sempre cinque, lo stesso avv. Miculan li aveva chiesti a Fedez e Mr. Marra, che riprendendo quanto detto da Fabrizio Corona - anche lui abituato a richieste di risarcimenti - avevano accostato il nome di Zampolli agli Epstein Files.

L’ospitata a “Pulp Podcast” ha ricucito la ferita, almeno questa. E farà rimbalzare, con l’eco potente del format che va per la maggiore sul web, l’immagine di businessman “istituzionale” di Zampolli. Capace di mettere il copyright sul motto «20 billions in 20 minutes», riferendosi all’accordo sprint raggiunto mesi fa in Uzbekistan per la vendita di una intera flotta di Boeing, un “modello” riproposto in altre repubbliche euroasiatiche, possibile mecca per l’industria americana. «Insomma, lei è un po’ come un venditore della Folletto, solo che piazza aerei e non aspirapolvere», gli dice Fedez nell’intervista.

Zampolli sorride, ammicca («posso vendere ghiaccio agli esquimesi») rilancia anche sulla faccenda del ripescaggio dell’Italia agli ormai imminenti Mondiali di calcio a scapito dell’Iran «per ragioni di sicurezza» o magari, chissà, del Congo per il rischio contagi del virus Ebola. «Un sogno da tifoso, non sarebbe stato bello vedere gli azzurri giocare negli Usa come fossero in casa?», abbozza l’ambassador italoamericano anche da Del Debbio.

Gli fosse riuscita la mossa a Zampolli avrebbero fatto statue, altro che gaffe, come quella sulle donne brasiliane, che hanno nel Dna la capacità di fare casino (più o meno testuale) velenosità, sospetti. Che Zampolli allontana con tono fermo. Anche riguardo gli Epstein Files, sottolineando che lui col defunto miliardario al centro di un orrido scandalo sessuale che mette insieme potenti del mondo e ragazze minorenni, ha avuto poco a che fare e comunque soltanto per ragioni di lavoro, essendo Zampolli titolare di un’agenzia di modelle - e qui l’amico di Trump snocciola nomi che portano alle copertine di “Vogue” e alle più importanti siflate di moda - ed Epstein il miglior cliente per il sol fatto di essere proprietario del brand “Victoria Secret”. Punto. «Io nella sua isoletta non sono mai stato invitato, sui suoi aerei non sono mai salito, semmai andavano i due Bill, Clinton e Gates», sottolinea con dosi industriali di malizia. Che a una domanda di Mr. Marra sulla morte di Epstein è lapidario. «Epstein si è suicidato?», chiede il blogger. «No», risponde l’industriale-diplomatico, che ebbe incarichi - seppur di calibro diverso - anche con Biden alla Casa Bianca. Aprendo la strada a teorie complottiste che porterebbero chissà dove.

Restano sullo sfondo i giudizi entusiasti su Meloni, nonostante il raffreddamento dei rapporti tra Palazzo Chigi e Washington, il detto e non detto del pranzo romano con «Giuseppi Conte», appuntamento del quale preferisce dettagliare «l’ottimo pesce servito».

Per congedarsi dal felpato salotto di Del Debbio e dall’arrembante studio di Fedez e Marra, Zampolli regala copie autografate della Costituzione americana.

Alla prossima, come fosse una saga.