l'inchiesta
Modena, una follia senza movente: crolla la pista dell'estremismo
Le indagini preliminari sui dispositivi dell'aggressore non rivelano tracce di odio o radicalizzazione. L'uomo non frequentava la moschea e la Procura valuta ora una perizia psichiatrica d'urgenza .
“Non rimuove ciò che è accaduto con la sua auto in pieno centro a Modena, ma non sa spiegare il perché, quale sia stato il movente o la ragione. Alla domanda se abbiano inciso odio, rabbia o la mancanza di lavoro, scuote la testa. Quando gli parlo dei feriti ascolta con attenzione; non so se dentro di lui si muova qualcosa... è una maschera di sale che guarda nel vuoto.”
Così l’avvocato Fausto Gianelli descrive, contattato dall’Adnkronos, Salim El Koudri, arrestato con le accuse di strage e lesioni aggravate.
In attesa di conoscere l’esito della richiesta di perizia psichiatrica d’urgenza avanzata dalla Procura di Modena, il difensore continua a incontrare l’indagato in carcere.
L’uomo rifiuta di vedere i familiari, ma accetta i controlli clinici e le terapie indicate.
Quanto alle analisi sui dispositivi sequestrati, Gianelli si dice relativamente sereno: non emergerebbero video compromettenti né elementi nella cronologia di navigazione tali da sostenere l’aggravante dell’odio o del terrorismo.
“Hanno sentito i vicini di casa, persone della moschea che non lo hanno mai visto, sono abbastanza convinto che non abbia fatto ricerche che possano destare sospetti. Per me sono le sue condizioni fisiche e psichiatriche la ragione del gesto”, conclude l’avvocato Gianelli.
