Madrid trema
Spagna, Sánchez sotto assedio: Zapatero indagato e Guardia Civil nella sede PSOE
Il premier difende l’ex leader, promette collaborazione con i giudici e prova a evitare che la crisi travolga il governo.
A Madrid la giornata non è stata dominata dalla politica, ma dagli investigatori. All’alba, gli uomini della Guardia Civil si sono presentati nella sede del PSOE di Ferraz, mentre Pedro Sánchez, a centinaia di chilometri di distanza, si trovava in Vaticano. E così, tra incontri istituzionali e temi globali come guerre e povertà, il premier spagnolo si è ritrovato costretto a rispondere soprattutto a una domanda: quanto rischia oggi il Partito socialista?
Il nodo centrale è l’inchiesta che coinvolge José Luis Rodríguez Zapatero, ex premier socialista, finito sotto indagine nel caso legato al salvataggio pubblico della compagnia aerea Plus Ultra. Sánchez, però, ha scelto di non scaricarlo. Ha confermato il proprio sostegno all’ex leader del PSOE, ribadendo al tempo stesso rispetto per la magistratura e piena collaborazione con gli investigatori.
Il governo spagnolo si trova ora schiacciato su due fronti distinti ma politicamente esplosivi. Da una parte c’è il caso Plus Ultra: la magistratura indaga sul salvataggio pubblico da 53 milioni di euro concesso nel 2021 alla compagnia aerea, sospettando possibili traffici d’influenze e un uso improprio delle relazioni politiche. Dall’altra c’è il cosiddetto “caso Leire”, che ha portato gli investigatori nella sede del PSOE per acquisire documenti relativi a presunte interferenze in procedimenti giudiziari.
Le due vicende non coincidono, ma nell’opinione pubblica si stanno fondendo in un’unica immagine: quella di un partito di governo assediato dalle inchieste.
Secondo le ricostruzioni della stampa spagnola, il giudice dell’Audiencia Nacional José Luis Calama sospetta che attorno al salvataggio di Plus Ultra si sia creata una rete stabile di influenze per ottenere vantaggi economici. Gli investigatori vogliono capire se parte dei fondi pubblici sia stata deviata verso circuiti opachi o esteri. Al momento, però, si tratta ancora di ipotesi investigative e non di condanne.
Il salvataggio della compagnia era già stato contestato nel 2021. L’opposizione sosteneva che Plus Ultra non avesse un peso strategico sufficiente per ricevere aiuti pubblici così consistenti, mentre il governo difendeva l’operazione come una misura necessaria durante la crisi pandemica.
Per Sánchez la partita è delicatissima. Prendere le distanze da Zapatero significherebbe ammettere un problema politico dentro il cuore del socialismo spagnolo. Difenderlo, invece, espone il premier al rischio di apparire troppo vicino a una figura coinvolta in un’indagine pesante. Per questo il leader socialista sta cercando un equilibrio difficile: sostegno politico, ma senza attaccare i giudici.
A peggiorare il quadro c’è l’impatto simbolico dell’irruzione investigativa a Ferraz. Per qualsiasi governo, vedere gli agenti entrare nella sede del partito è un colpo d’immagine devastante. Anche se il fascicolo su Leire Díez è separato dal caso Plus Ultra, la percezione pubblica è quella di una crisi generale del PSOE.
Il peso politico di Zapatero rende tutto ancora più esplosivo. Non si tratta di un ex dirigente qualsiasi: è uno dei simboli del centrosinistra spagnolo degli ultimi vent’anni. Il suo coinvolgimento nell’inchiesta rappresenta un terremoto senza precedenti per il socialismo iberico e rischia di mettere in difficoltà anche gli alleati parlamentari di Sánchez.
Così, mentre il premier incontrava Papa Leone XIV parlando ufficialmente di pace, povertà e intelligenza artificiale, la politica spagnola restava inchiodata alle domande sulle indagini e sulla tenuta del governo.
Adesso tutto dipenderà dai prossimi sviluppi giudiziari: dall’evoluzione del procedimento su Zapatero, dagli accertamenti legati al caso Leire e dalla reazione degli alleati della maggioranza. Sánchez, per ora, non arretra. Ma quando un partito è costretto a difendersi contemporaneamente sul piano politico, giudiziario e mediatico, il rischio è che la crisi smetta di essere un episodio e diventi una condizione permanente.