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L'OMICIDIO

Ventiduenne inseguito e ucciso in stazione, è caccia al branco: il delitto che scuote Milano

Una lite nata in pochi istanti, una rincorsa sulla banchina, il sangue vicino al binario 6 e una fuga che lascia dietro molte domande

27 Maggio 2026, 16:32

16:53

Milano Certosa, il coltello sul binario: chi era Gianluca Ibarra Silvera, ucciso a 22 anni in un assalto di gruppo

Alla stazione di Milano Certosa il rumore dei treni non è riuscito a coprire la violenza. Ieri sera, poco dopo le 22.30, un ragazzo di 22 anni è stato inseguito e accoltellato sulla banchina del binario 6 davanti a decine di persone. Si chiamava Gianluca Ibarra Silvera. Trasportato in condizioni disperate all’ospedale Fatebenefratelli, è morto nella notte.

Con lui c’erano il fratello e un amico. Il fratello ha riportato ferite lievi. Gli aggressori, secondo le prime ricostruzioni, erano circa dieci e sono fuggiti subito dopo l’assalto.

La dinamica è ancora in fase di ricostruzione, ma gli investigatori parlano di una violenza esplosa in pochi minuti. Tutto sarebbe iniziato con un litigio sulla banchina. Poi il gruppo avrebbe circondato Gianluca e lo avrebbe inseguito fino all’aggressione finale. Sul posto la polizia ha trovato anche cocci di bottiglia, elemento che potrebbe indicare l’uso di più armi improprie durante la colluttazione.

Le indagini sono affidate alla Polfer e coordinate dal pm Elio Ramondini. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere e raccogliendo testimonianze per identificare il gruppo in fuga.

Chi era Gianluca Ibarra Silvera

Gianluca era nato a Milano da una famiglia di origine ecuadoriana. Viveva nella zona di Certosa, lavorava nel settore degli allestimenti ed era incensurato. Secondo quanto raccontato dal fratello, lui e gli aggressori non si conoscevano.

È un dettaglio importante perché rende ancora più difficile capire il movente. Se verrà confermato, l’omicidio potrebbe essere nato da un litigio occasionale degenerato in pochi istanti.

La ricostruzione dell’aggressione

Secondo le prime informazioni, Gianluca si trovava in stazione insieme al fratello e a un amico quando sarebbe scoppiato un alterco con un gruppo di giovani. Alcune testimonianze parlano di ragazzi in prevalenza di origine sudamericana, ma gli investigatori invitano alla cautela.

Dopo il litigio, il gruppo avrebbe accerchiato il 22enne e lo avrebbe inseguito fino ai binari o nelle immediate vicinanze della sede ferroviaria. Qui sarebbe stato colpito con uno o più fendenti. Una ferita alla gamba o alla coscia avrebbe provocato un’emorragia fatale.

Quando i soccorsi sono arrivati, Gianluca era già a terra privo di sensi. I sanitari del 118 hanno tentato di rianimarlo sul posto prima del trasporto d’urgenza al Fatebenefratelli, dove il giovane è morto poche ore dopo.

Gli aggressori, invece, sono riusciti a fuggire. Alcune ricostruzioni parlano di una fuga in treno, ma questo dettaglio dovrà essere confermato dalle telecamere e dagli accertamenti della polizia.

L’ipotesi gang e le verifiche

Tra le piste al vaglio c’è anche un possibile collegamento con ambienti di gang giovanili latine già emerse in passato nelle cronache milanesi. Al momento, però, gli investigatori non parlano di certezze.

L’inchiesta dovrà chiarire chi ha colpito materialmente il ragazzo, quanti abbiano partecipato all’aggressione e se il gruppo fosse organizzato oppure no. Restano aperti anche i dubbi sul movente e sul numero di armi usate.

Un delitto in una stazione di quartiere

Milano Certosa non è una grande stazione centrale, ma un punto di passaggio quotidiano per pendolari, lavoratori e studenti. Ed è proprio questo a rendere il delitto ancora più sconvolgente: la violenza è esplosa in un luogo ordinario, nel pieno della vita quotidiana del quartiere.

La morte di Gianluca ha già riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle stazioni e nelle periferie milanesi. Ma prima delle polemiche politiche, gli investigatori devono ricostruire i fatti e trovare i responsabili.

Per ora restano poche certezze: un ragazzo di 22 anni ucciso in pubblico, un gruppo in fuga e molte domande ancora senza risposta.