Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
1 giugno 2026 - Aggiornato alle 19:14
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Atenei

Università italiane in affanno: quattro su cinque arretrano nella classifica CWUR

Inseriti 66 atenei nella Global 2000, ma il 79% perde posizioni per i tagli alla ricerca mentre gli atenei cinesi guadagnano terreno

01 Giugno 2026, 19:14

19:21

Università italiane in affanno: quattro su cinque arretrano nella classifica CWUR

Gli atenei italiani sono in affanno soprattutto a causa degli scarsi finanziamenti destinati alla ricerca: a sottolinearlo è la classifica «Global 2000» del Center for World University Rankings (Cwur), che vede 66 università italiane in graduatoria ma rispetto allo scorso anno, solo 13 università migliorano la propria posizione, 52 scendono e una resta stabile; dunque è come dire che 4 atenei su 5 arretrano. Al primo posto tra le italiane è confermata La Sapienza di Roma ma complessivamente il 79% delle università nostrane perde posizioni. Anche l’Europa si mostra nel suo complesso debole e sebbene l’America faccia la parte del leone confermando per il 15mo anno consecutivo Harvard prima al mondo, il primato le viene contesto dagli atenei cinesi, il 98% dei quali ha ottenuto un punteggio migliore rispetto a quello dello scorso anno.

«I risultati della classifica di quest’anno -commenta Nadim Mahassen, presidente del Center for World University Rankings- dimostrano che gli Stati Uniti vantano le migliori università al mondo. Anni di ingenti finanziamenti e la capacità di attrarre talenti da tutto il mondo hanno permesso alle principali università americane di stabilire standard accademici internazionali e promuovere l’innovazione in tutte le discipline. Tuttavia, questo primato è sempre più messo in discussione nelle posizioni inferiori della classifica, poiché altre università - in particolare quelle cinesi - stanno recuperando terreno, mentre le tradizionali potenze accademiche come il Regno Unito, il Giappone e la Francia faticano a mantenere le proprie posizioni in un panorama accademico globale in rapida evoluzione».

Tornando all’Italia, la Università Sapienza di Roma scende di quattro posizioni, attestandosi al 129mo posto, a causa di cali negli indicatori relativi a didattica, corpo docente e ricerca. La Università di Padova perde quattro posizioni, arrivando al 182mo posto, mentre la Università di Milano scende di tre posizioni, fermandosi al 194mo posto, davanti alla Università di Bologna (208) e all’Università degli Studi di Napoli Federico II (243). Completano la top ten italiana la Università di Torino (245), la Università di Firenze (273), la Università di Pisa (293°), la Università di Genova (294) e la Università di Pavia (335).

«Il declino delle università italiane - rlleva ancora Mahassen - riflette anni di finanziamenti inadeguati; le università italiane faticano a offrire un’istruzione di alta qualità, ad attrarre e trattenere talenti e a produrre ricerca di qualità su larga scala. Non si tratta solo di un problema accademico, ma nazionale, perché l’erosione del sistema di istruzione superiore italiano mina lo sviluppo scientifico, l'innovazione e il futuro a lungo termine del Paese».

Gli analisti della classifica Cwur hanno analizzato 81 milioni di dati basati sui risultati per stilare una classifica delle università di tutto il mondo in base a quattro fattori: istruzione (25%), occupabilità (25%), corpo docente (10%) e ricerca (40%). Quest’anno sono state classificate 21.291 università e quelle che si sono posizionate ai primi posti sono entrate a far parte della lista Global 2000, che comprende istituzioni provenienti da 95 paesi.