Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
2 giugno 2026 - Aggiornato alle 17:38
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

la bimba di bordighera

Il filmato dell'orrore: le facevano fumare marijuana a due anni. Così è morta la piccola Beatrice

Le indagini delineano uno scenario di maltrattamenti continui e sistematici. Il macabro viaggio in auto con il cadavere per simulare la morte in culla

02 Giugno 2026, 17:30

17:40

Il filmato dell'orrore: marijuana a due anni. Così è morta la piccola Beatrice

Il degrado in cui si sono consumati gli ultimi giorni della piccola Beatrice, morta a soli due anni, supera ogni immaginazione ed emerge con crudezza dallo schermo di uno smartphone. Non c'è soltanto l'abbandono: ci sono le percosse e l'omissione di soccorso.

Nelle pieghe dell'inchiesta condotta dalla Procura di Imperia affiora un dettaglio che segna il punto più basso di questa tragedia familiare: un video in cui la bambina apparirebbe costretta a fumare una sigaretta contenente, secondo gli accertamenti, marijuana. Le indagini, coordinate dal procuratore Alberto Lari, stanno smantellando la prima versione dei fatti fornita dalla madre, Emanuela Aiello, portando alla luce un vero e proprio "sistema" di abusi reiterati e sadismo.

Il contesto in cui è maturata la morte della piccola non rimanda a un malore improvviso o a una tragica fatalità, ma a un abisso di alcol, stupefacenti e totale incuria. Secondo gli atti, nel fine settimana fatale trascorso a Perinaldo, mentre Beatrice mostrava già segnali allarmanti di sofferenza e un esteso livido sul volto, la madre e gli altri adulti presenti avrebbero consumato alcolici, marijuana o hashish.

In quel clima di bisboccia e degrado, la bambina agonizzante veniva lasciata alle inesistenti cure delle sorelle di 7 e 9 anni, costrette a fronteggiarne i pianti e persino alle pulizie di un’abitazione descritta come insalubre. A fornire agli inquirenti la prova regina dell’orrore è il cellulare sequestrato al compagno della madre, Emanuel Iannuzzi.

Oltre al filmato della sigaretta con la droga, il dispositivo conterrebbe fotografie della piccola Beatrice scattate subito dopo le percosse: una documentazione brutale e diretta della violenza che, per i magistrati, attesta un livello di consapevole indifferenza e crudeltà inaudito. Questi elementi agghiaccianti hanno spinto il gip Massimiliano Botti a disporre la custodia cautelare in carcere per Iannuzzi e ad aggravare la posizione della madre.

Per entrambi l’accusa non è più omicidio preterintenzionale, ma maltrattamenti aggravati e continuati dai quali sarebbe derivata la morte, reato che prevede pene fino a 24 anni di reclusione.

La mattina del 9 febbraio, quando la madre ha chiamato i soccorsi alle 8.21 sostenendo di aver trovato la figlia esanime nella culla a Bordighera, occultava in realtà un tragitto macabro: telecamere e lettori di targhe hanno rivelato che il corpo di Beatrice era stato trasportato in auto da Perinaldo quando era già privo di vita da ore. A bordo c’erano anche le sorelline, convinte che la bimba stesse dormendo.