MEDIO ORIENTE
Trump: «L'Iran ha rinunciato al nucleare. Sì, ho detto che Netanyahu è pazzo». E apre a Khamenei: «Ci incontreremo»
Il tycoon rivendica i bombardamenti senza truppe a terra e conferma lo sfogo sull'alleato. Il premier israeliano: «Solo disaccordi tattici, siamo grandi amici»
Donald Trump si dice convinto che l'Iran abbia già accettato di rinunciare alle armi nucleari. «Hanno già concordato che non le avranno», ha dichiarato il presidente americano in un'intervista esclusiva al podcast «Pod Force One» con la giornalista del Washington Post Miranda Devine, confermando il suo ottimismo sulla trattativa in corso. I colloqui, ha aggiunto, si stanno «evolvendo rapidamente».
Sul ruolo della guida suprema, Trump ha detto di credere che Mojtaba Khamenei sia «assolutamente coinvolto» nel processo decisionale per porre fine al conflitto, e che gli iraniani «nutrono grande rispetto per lui». Alla domanda su un possibile incontro diretto, il presidente non ha escluso nulla: «Mi piacerebbe incontrarlo. Mi piacerebbe incontrare tutti. Probabilmente ci incontreremo prima o poi, a seconda di come si evolveranno le cose», ha detto in una seconda intervista al New York Post.
Niente truppe a terra
Sul fronte militare, Trump ha escluso per ora un'operazione terrestre. «Non abbiamo bisogno di truppe sul terreno adesso», ha affermato. «Abbiamo annientato gran parte del loro esercito solo con i bombardamenti. Non abbiamo mandato nessuno sul campo». Una guerra, ha rivendicato, che sta andando secondo i piani.
Lo sfogo su Netanyahu
Trump ha anche confermato di aver definito il premier israeliano Benjamin Netanyahu «fottutamente pazzo» durante una telefonata, ammettendo di essere stato «un po' turbato dai suoi continui scontri con il Libano». Ma ha tenuto a precisare di avere un rapporto solido con lui: «Bibi mi piace molto. Abbiamo lavorato molto bene insieme». E ha aggiunto: «Io sono un presidente in tempo di guerra. Lui è un primo ministro in tempo di guerra».
Alla domanda se Netanyahu lo avesse trascinato in guerra contro l'Iran, Trump ha risposto con una battuta tagliente: «Mi ha ingannato? Sono stato io a cominciare. Ho iniziato perché non possiamo permettere che l'Iran si doti di un'arma nucleare». Poi la chiosa: «Se non ci fossi stato io, Israele non esisterebbe adesso».
Netanyahu: «Solo disaccordi tattici»
Da parte sua, il premier israeliano ha minimizzato le tensioni. In un'intervista a Cnbc, Netanyahu ha riconosciuto che tra lui e Trump vi sono a volte «disaccordi tattici», ma ha insistito sul fatto che i due concordano sulle questioni fondamentali: impedire all'Iran di dotarsi dell'atomica e di minacciare Israele. «Come accade nelle migliori famiglie, a volte abbiamo questi disaccordi», ha detto. «Ma troviamo sempre il modo di appianarli, e lo facciamo come grandi amici».