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Europa

Notte di svolta per l'allargamento: intesa sui diritti della minoranza ungherese e apertura del primo capitolo per Ucraina e Moldavia

L’annuncio di Magyar è arrivato da Parigi, dove il neo-premier ungherese ha visto Emmanuel Macron, sviluppando ulteriormente il suo tour europeo

04 Giugno 2026, 00:04

00:10

Peter Magyar

Peter Magyar

Prima l’annuncio del primo ministro Peter Magyar sull'intesa sui diritti della minoranza ungherese in Ucraina, poi il tweet della presidenza cipriota dell’Ue sull'avvio dell’iter per l’apertura del primo capitolo negoziale per l’adesione di Kiev e della Moldavia: due eventi diversi, ma profondamenti legati e decisivi per fare di giugno un mese cruciale sul dossier Allargamento.

L’appuntamento chiave sarà il summit dei 27 del 18 e 19 giugno a Bruxelles ma, con la doppia mossa arrivata in tarda serata, a Volodymyr Zelensky è arrivato un segnale chiaro sulla determinazione dell’Ue di portare avanti il percorso dell’Ucraina nell’Unione. Con un’appendice non marginale: il vertice dei leader europei con gli omologhi dei Balcani Occidentali che avrà inizio a Tivat, in Montenegro, nella serata di giovedì. L’avvicinamento di Kiev all’Ue non può prescindere da quello di una parte dei Balcani, Montenegro e Albania su tutti.

L’annuncio di Magyar è arrivato da Parigi, dove il neo-premier ungherese ha visto Emmanuel Macron, sviluppando ulteriormente il suo tour europeo finalizzato innanzitutto a cancellare l’immagine dell’Ungheria di Viktor Orban dai consessi europei. Fresco dell’intesa - che resta comunque da finalizzare - con Ursula von der Leyen sullo sblocco di una buona parte dei fondi comunitari per Budapest, Magyar ha annunciato il raggiungimento di «un accordo completo con l’Ucraina per ampliare i diritti linguistici, educativi, culturali e politici della minoranza ungherese». Al di là della propaganda sovranista di Orban, il tema era e resta molto sentito a Budapest, e aveva finora rappresentato un freno al via libera dell’Ungheria al prosieguo dell’iter di adesione dell’Ucraina. Un iter che, a Bruxelles, amano ripetere essere legato a un processo di merito. Ma il ruolo della politica si può nascondere fino a un certo punto.

Una manciata di minuti dopo dall’annuncio di Magyar, non a caso, la presidenza di turno dell’Ue detenuta da Cipro ha comunicato l’avvio dei preparativi per l’apertura del primo capitolo ('cluster') per l’adesione di Ucraina e Moldavia. "Questo evento segna una tappa fondamentale nel loro percorso di integrazione europea e invia un messaggio forte di unità e determinazione da parte dell’Ue", ha sottolineato Nicosia, al cui tweet ha fatto eco quello dell’Irlanda, che prenderà la presidenza del semestre Ue dal primo luglio. «Questo è un momento di rinnovata unione dell’Ue, i popoli dell’Ucraina e della Moldavia hanno mostrato determinazione nelle riforme, nonostante le sfide che hanno davanti», ha detto la ministra degli Esteri Helen McEntee.

Di tutto, e non solo, si parlerà in Montenegro nelle prossime ore, al vertice che riunirà i vertici dell’Ue e quelli dei Balcani Occidentali. L’apertura del cluster per Kiev, infatti, non esaurisce certo l’iter dell’Ucraina per entrare nell’Ue. Le perplessità sulle ricadute economiche e agricole, in diversi Paesi membri restano. E una parte dei leader europei, a cominciare da Giorgia Meloni, da tempo sostiene che l’Ue non può aprire le porte a Kiev senza prima certificare il prossimo ingresso di una parte dei Balcani Occidentali nell’Unione.