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Arrestato un insegnante del Teuliè: indagine svela abusi sessuali, concussione e maltrattamenti sugli allievi

Arrestato un insegnante alla scuola militare Teuliè: indagine ricostruisce abusi sessuali, concussione, maltrattamenti e assoggettamento psicologico di diversi allievi

04 Giugno 2026, 15:27

Arrestato un insegnante del Teuliè: indagine svela abusi sessuali, concussione e maltrattamenti sugli allievi

Un insegnante della scuola militare Teuliè di Milano è stato arrestato per violenza sessuale, concussione e maltrattamenti nei confronti di «diversi allievi della Scuola». L'indagine delle pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, condotta dai carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria, avrebbe ricostruito anche la «condizione di assoggettamento psichico degli studenti», oltre a sopraffazioni, umiliazioni e vessazioni e agli abusi sessuali.

Anche «dopo aver saputo di essere sottoposto a indagine ed essendo perfettamente conscio dell’illegittimità del suo comportamento, ha cercato di inquinare le prove arrivando a chiedere a degli studenti» di "mentire ai magistrati requirenti». Lo scrive il gip di Milano Elio Sparacino nell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico dell’insegnante 48enne di italiano della scuola militare Teuliè.

Tra le condotte contestate, come emerge dalle oltre 20 pagine del provvedimento emesso su richiesta della Procura diretta da Marcello Viola, c'è anche il fatto che gli studenti - alunni liceali a cavallo della maggiore età - erano «costretti» a subire abusi, perché altrimenti il 48enne li avrebbe "ostacolati», così gli diceva, «nell’esame e nel conseguimento della maturità» di quest’anno. L’inchiesta è scattata dopo le dichiarazioni rese lo scorso marzo da uno degli allievi «ai suoi superiori».

Uno studente ha raccontato a verbale di aver «percepito» una "richiesta» del docente come «una velata minaccia» e il fatto che poteva «venire meno il suo sostegno scolastico». E ancora: "Io non vado molto bene a scuola - ha detto il ragazzo - e quindi potrei rischiare la bocciatura». Un altro ha spiegato che il prof avrebbe potuto «assumere un atteggiamento ostile», se non sottostava alle sue richieste. L’insegnante dava anche soldi ai ragazzi, dai 100 ai 300 euro, sempre stando agli atti, e chiedeva in alcuni casi anche di inviargli «fotografie erotiche». Su Telegram scriveva: «mi mandi una fotina?». Un alunno ha raccontato di essere rimasto «pietrificato» durante un abuso.
Due studentesse hanno messo a verbale che, «pur non avendo mai assistito direttamente» alle violenze «nei confronti dei compagni maschi» sapevano dei «netti favoritismi» nei confronti di alcuni allievi. La giudice mette in rilievo tutte le "condotte sessualmente violente e manipolatorie nei confronti di un significativo numero di studenti». E oggi le pm Mannella e Menegazzo, coi carabinieri, stanno ascoltando una serie di testimoni, tra cui altri docenti della scuola.