la guerra
Lo scudo aereo fa acqua a San Pietroburgo: risveglio sotto le bombe nel salotto di Putin. Così la Russia scopre la paura
Una pioggia di velivoli telecomandati ucraini colpisce il cuore della città nel giorno di chiusura del Forum Economico. In fumo la propaganda di Mosca. Quattro feriti e un appello: «Restate a casa»
La guerra arriva fin sulle soglie della Russia, toccando il cuore della città natale di Vladimir Putin.
In una nuova fase del conflitto, San Pietroburgo si è svegliata sotto la minaccia dei cieli: nelle prime ore del 6 giugno un “attacco su vasta scala” di droni ucraini ha violato lo spazio aereo della metropoli baltica e dell’area circostante, inducendo le autorità locali ad adottare misure d’emergenza straordinarie.
La dimensione dell’incursione è stata quantificata da Alexander Drozdenko, governatore della regione di Leningrado, secondo il quale sono stati abbattuti 144 velivoli nemici in quello che ha definito “un attacco senza precedenti”.
Il raid ha causato quattro feriti, tra cui un bambino, e l’evacuazione immediata di oltre 600 persone.
A Bolshaya Izhora, i detriti di un drone hanno provocato un incendio all’interno di un impianto del ministero della Difesa russo, indicato come obiettivo militare.
Il clima di allarme è stato sancito dall’appello del governatore di San Pietroburgo, Alexander Beglov, che nelle prime ore del mattino, tramite il suo canale Telegram, ha invitato i residenti a restare nelle proprie abitazioni e a non uscire.
Solo quattro ore più tardi le autorità hanno dichiarato il cessato allarme, affermando di aver respinto “l’attacco dei nazisti ucraini” e di aver scongiurato danni più gravi grazie alla difesa antiaerea.
Sul piano simbolico, il contraccolpo per il Cremlino è notevole. L’incursione è coincisa con la chiusura dello St. Petersburg International Economic Forum (Spief), la vetrina principale per gli affari e la diplomazia russa.
Non un episodio isolato: già il 3 giugno, giornata inaugurale del Forum, i cieli dell’ex capitale imperiale erano stati violati da un bombardamento analogo.
La rappresentazione ufficiale di un conflitto confinato lontano dai grandi centri si scontra così con l’evidenza di una guerra che lambisce i quartieri e i palazzi di San Pietroburgo, offuscando le celebrazioni economiche e costringendo, per la prima volta, molti cittadini a fare i conti con l’angoscia di dover cercare riparo.