IL FURTO
Verano, sfregiata la memoria di Gigi Proietti: rubata la lapide della tomba dell’attore simbolo di Roma
Nel cuore del cimitero monumentale che custodisce la storia della città, un gesto contro un sepolcro diventa qualcosa di più di un furto
C’è un punto, dentro il Verano, in cui il pellegrinaggio dei visitatori non assomiglia a quello che si compie davanti a una tomba qualsiasi. Ci si arriva in silenzio, spesso con un mezzo sorriso appena accennato, come se fosse impossibile pensare a Gigi Proietti senza sentire, nello stesso momento, il peso dell’assenza e la leggerezza della sua voce. Proprio lì, nel pomeriggio di oggi, qualcuno ha colpito uno dei luoghi del ricordo più cari a Roma: la lapide della sua tomba è stata danneggiata e portata via. Un gesto rapido, materiale, ma dal forte impatto simbolico, consumato dentro il Cimitero Monumentale del Verano, cioè in uno spazio che la città considera insieme sacrario, archivio civile e museo a cielo aperto.
La notizia è stata resa nota da Ama S.p.A.: «Questo pomeriggio, alcuni ignoti hanno danneggiato e rubato la lapide della tomba di Gigi Proietti, presso il cimitero monumentale del Verano. Ama ha immediatamente denunciato l'accaduto alle autorità competenti e si è attivata con le forze dell’ordine, fornendo le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza», ha scritto l'azienda assicurando «massima collaborazione agli investigatori per il pieno accertamento dei fatti e l’individuazione dei responsabili». L'Ama ha consegnato le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza.
Un colpo che ferisce un luogo della memoria collettiva
In casi come questo la cronaca nera corre spesso il rischio di ridursi a una formula: vandalismo, furto, indignazione. Ma qui il bersaglio non è solo un manufatto funerario. A essere colpito è un luogo che, per migliaia di romani e non solo, coincide con una forma di memoria pubblica. La tomba di Proietti, visitabile al Verano dalla fine di ottobre 2024, è diventata in poco tempo una meta di omaggio civile, artistico e affettivo. Non è il sepolcro di una celebrità in senso mondano: è il punto in cui una città riconosce uno dei suoi interpreti più profondi, uno di quelli che hanno raccontato Roma senza cartolina e senza folclore, mescolando ironia, teatro colto, lingua popolare e talento trasversale.
Il fatto assume un peso ancora maggiore se si considera il luogo in cui è avvenuto. Il Cimitero Monumentale del Verano, secondo il sito dei Cimiteri Capitolini, si estende su circa 83 ettari ed è descritto come un patrimonio storico-artistico di valore eccezionale, un vero museo all’aperto per quantità e qualità delle testimonianze conservate. La sua configurazione attuale porta ancora i segni della storia di Roma, compresi i danni subiti durante il bombardamento del quartiere San Lorenzo del 19 luglio 1943. In altre parole, il furto della lapide non avviene in un luogo marginale, ma dentro uno dei paesaggi civili più sensibili della Capitale.
