Spagna
Standing ovation per Papa Leone alle Cortes: no al riarmo, appello per i migranti e difesa della vita
Anche la netta difesa della vita dal concepimento nel dibattito sulla Costituzione
Una standing ovation con applausi ininterrotti per quasi dieci minuti si leva dagli emicicli del Congresso spagnolo quando papa Leone termina il suo denso discorso davanti alle Cortes, prima volta nella storia per un Pontefice.
Eppure le parole «serene e decise», premette lo stesso Leone, non devono essere suonate tutte allo stesso modo all’orecchio della variegata composizione della Camera bassa spagnola.
Se il nuovo monito contro il riarmo in un mondo sempre più in fiamme e l’appello a non lasciare sola la Spagna di fronte al dramma migratorio sono certamente e largamente condivisi dai responsabili pubblici iberici, non è lo stesso per l’altro tema forte su cui Leone pronuncia parole nette, intervenendo in un processo legislativo non ancora concluso che potrebbe portare la Spagna ad essere il secondo Paese in Europa in cui il diritto all’aborto viene riconosciuto dalla Costituzione.
«La vita va difesa fin dal concepimento», afferma.
«Ogni guerra costituisce una dolorosa sconfitta della capacità di negoziare», esordisce Leone, «le armi possono imporre un silenzio temporaneo, ma non potranno mai costruire una pace autentica e duratura». Per questo motivo, è preoccupante che, in diverse parti del mondo e anche in Europa, si presenti nuovamente il riarmo come risposta quasi inevitabile di fronte alla fragilità dello scenario internazionale. La vera sicurezza, invece, nasce dalla giustizia, dal dialogo paziente, dal rispetto del diritto internazionale.
«Il tragico dramma migratorio», prosegue, va affrontato andando «oltre la semplice gestione di flussi» poiché «c'è una duplice esigenza di giustizia sociale: offrire vie sicure e legali, un’accoglienza rispettosa e reali possibilità di integrazione e promuovere, al tempo stesso, il diritto di rimanere nella propria terra». Il Papa menziona quindi «le rotte sempre più pericolose» come quella atlantica auspicando il rafforzamento dei salvataggi e l’assistenza, specialmente con una cooperazione multilaterale: «nessuna nazione può affrontare da sola una sfida di questa portata».
Quindi di fronte al Parlamento spagnolo che ha all’esame la riforma dell’articolo 43 della Costituzione, voluta dal governo Sanchez per blindare nella carta il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, sul modello della Francia, Prevost affonda: «Può dirsi pienamente giusta una comunità che lascia nell’ombra il bambino non ancora nato, l’anziano, il malato, chi soffre in silenzio o chi dipende interamente dalla cura degli altri? La difesa della vita umana non è una questione di interesse particolare né confessionale: è una meta di civiltà. Ogni vita umana dev'essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto, in ogni circostanza della sua esistenza».
C’è spazio anche per un appello al «rinnovamento morale». Per molti in Spagna si tratta della condanna contro la corruzione, parola che però Leone stamane non ha pronunciato. Ai giovani incontrati nella veglia di preghiera la prima sera aveva invece esplicitamente indicato il modello di un santo anti-corruzione, san Turibio da Mogrovejo che nel XVI secolo «fu missionario in Perù impegnandosi per la giustizia, soprattutto contro i soprusi coloniali e la corruzione».