Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
13 giugno 2026 - Aggiornato alle 14:58
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Mondiali Mexico '26

Infantino affronta la stampa nel giorno prima dei mondiali, tante le questioni urgenti del presidente Fifa

Visti negati a un arbitro somalo, tifosi iraniani a rischio biglietti, denuncia di Platini e proteste all'Azteca: le sfide che Gianni Infantino dovrà affrontare alla vigilia dei Mondiali

10 Giugno 2026, 08:31

08:40

Infantino affronta la stampa nel giorno prima dei mondiali, tante le questioni urgenti del presidente Fifa

Un arbitro somalo a cui è stato negato l'ingresso negli Stati Uniti, spettatori iraniani potenzialmente privati dei biglietti, persistenti tensioni diplomatiche e disordini sociali a Città del Messico: sono solo alcuni dei problemi urgenti che il presidente della Fifa, Gianni Infantino, dovrà affrontare in una conferenza stampa - la prima negli ultimi tre anni in agenda oggi a Città del Messico, il giorno prima dell'inizio dei Mondiali del 2026.

L'incontro con i media di tutto il mondo è previsto per le 11.30 ora locale (19,30 ora italiana) allo Stadio Azteca, dove domani si terrà l'attesissima cerimonia di apertura dei Mondiali con la partita Messico-Sudafrica, preceduta da una cerimonia musicale, il tutto trasmesso in mondovisione.

Molti i temi che saranno inevitabilmente messi sul tavolo, fra cui la denuncia presentata da Michel Platini contro lo stesso Infantino, accusato di calunnia e traffico di influenze. La vicenda si inserisce nel contesto del caso che nel 2015 impedì all'ex numero uno della Uefa di candidarsi alla guida del calcio mondiale. All'epoca Platini era a un passo dalla presidenza della Fifa, ma la sua ascesa venne bruscamente frenata da un'inchiesta svizzera su un pagamento da due milioni di franchi svizzeri (1,8 milioni di euro) ricevuto nel 2011 dall'allora numero uno del calcio mondiale, Joseph Blatter. Lo scandalo gli costò una squalifica di otto anni, poi ridotta a sei, e l'inizio di una lunga battaglia giudiziaria. Un percorso chiuso solo di recente con la caduta delle accuse e l'assoluzione in sede civile e ieri rilanciato dalla denuncia del campione francese.

In Messico intanto ieri migliaia di manifestanti, che chiedevano aumenti salariali e l'abrogazione di una legge sulle pensioni, hanno bloccato brevemente l'ingresso principale dell'iconico stadio, che ospiterà la partita inaugurale per la terza volta dopo il 1970 e il 1986. La protesta, tuttavia, si è svolta senza incidenti e "pacificamente", secondo il segretario alla Sicurezza di Città del Messico, Pablo Vázquez. La presidente messicana, Claudia Sheinbaum, che aveva promesso una cerimonia di apertura pacifica a Città del Messico, ha definito le proteste una "provocazione", ma ha escluso la possibilità di ordinare alla polizia di reprimerle, nonostante un nuovo appello a manifestare già diramato per domani.

Da lunedì, le tensioni sono aumentate a causa della rigida politica statunitense in materia di immigrazione, mettendo in imbarazzo la Fifa, che ha spiegato in una dichiarazione all'Afp di "non interferire nelle procedure di immigrazione del Paese ospitante, compresa la concessione dei visti".

L'episodio più eclatante riguarda l'arbitro somalo Omar Artan, respinto sabato dalla polizia di frontiera statunitense al suo arrivo a Miami, in Florida, da Istanbul. Escluso dal torneo, ha dichiarato al New York Times che "il più grande sogno della mia vita" era andato in frantumi.

 La Somalia, i cui cittadini sono soggetti a un divieto di viaggio verso gli Stati Uniti imposto dall'amministrazione Trump, ha difeso martedì l'"integrità" del suo arbitro, affermando che era in possesso di un visto valido. Il Dipartimento di Stato americano, interpellato dall'Afp, ha dichiarato che l'arbitro era "legato a individui sospettati di appartenere a organizzazioni terroristiche".

Non basta: nel contesto instabile della guerra scoppiata in Medio Oriente in seguito all'offensiva israelo-americana contro l'Iran del 28 febbraio, la nazionale iraniana continua la sua preparazione, seppur con difficoltà, nel suo campo base messicano a Tijuana. Dopo un periodo di incertezza sulla loro partecipazione, i giocatori e lo staff iraniani hanno ottenuto i visti per gli Stati Uniti, dove disputeranno le prime tre partite. Tuttavia, a diverse persone che li accompagnavano è stato negato il visto, tra cui il presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj. La squadra partirà finalmente per Los Angeles il 14 giugno con un volo charter, il giorno prima della partita d'esordio contro la Nuova Zelanda, come annunciato martedì dal portavoce della federazione. Si tratta di un evento molto atteso dalla comunità iraniana di Los Angeles. Tuttavia, i tifosi potrebbero subire le conseguenze delle continue tensioni geopolitiche, poiché la Federazione calcistica iraniana ha accusato gli Stati Uniti di aver revocato l'assegnazione dei biglietti per i Mondiali, in violazione dei regolamenti Fifa che assegnano i biglietti a ciascuna nazione per le proprie partite.