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Le dichiarazioni

Trump: «Attaccheremo l'Iran duramente». E avverte i partner commerciali Canada e Messico proprio all'avvio del mondiale

Un nuovo scambio di accuse tra Washington e Teheran mentre il presidente americano difende i suoi dazi sul Nafta e la gestione della competizione di calcio nordamericana

10 Giugno 2026, 19:24

19:30

Trump: «Attaccheremo l'Iran duramente». E avverte i partner commerciali Canada e Messico proprio all'avvio del mondiale

«Attaccheremo l’Iran in maniera molto forte». Il presidente americano Donald Trump lo ha detto nello Studio Ovale ricevendo la stampa. Ha giustificato la potenziale offensiva spiegando che «Hanno abbattuto il nostro elicottero». Il tycoon ha poi rivendicato gli sforzi diplomatici della sua amministrazione, sottolineando di aver lavorato per un mese a una nuova intesa con Teheran che ritiene molto buona, poiché «non gli consentirà di aver l'arma nucleare». A tal proposito, ha precisato: "Vogliamo un accordo significativo, non come quello di Barak Hussein Obama, quello apriva la strada all’arma nucleare". Trump ha inoltre minacciato di poter colpire nuovamente le infrastrutture del Paese mediorientale, pur chiarendo: "Ma non lo dirò pubblicamente". Secondo l'inquilino della Casa Bianca, la leadership iraniana «ha pensato fossimo cretini» e, lamentando la mancanza di collaborazione, ha concluso: «Gli ho dato più tempo per un accordo ma loro continuano a cincischiare».

La reazione di Teheran alle dichiarazioni americane non si è fatta attendere. Citato dall’agenzia Tasnim, il portavoce dello Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane ha replicato affermando che «Ogni volta che Trump ha parlato, ha ricevuto in risposta un sonoro schiaffo dall’Iran». Il funzionario ha poi rincarato la dose dichiarando che «Gli Stati Uniti non sono più una superpotenza; il mondo ha visto la forza dell’Iran», per poi citare le parole dell’ayatollah Ali Khamenei, il leader supremo ucciso dai raid israelo-statunitensi lo scorso 28 febbraio, secondo il quale «il nostro popolo è stato chiamato a una missione». Il portavoce ha quindi assicurato che «I nemici di questo popolo saranno certamente sconfitti». Anche il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha risposto indirettamente al tycoon attraverso un messaggio su X, scrivendo che «Le infrastrutture critiche sono le arterie vitali della vita delle persone. La minaccia di prenderle di mira, dalle reti di trasporto all’industria elettrica e idrica, non è una dimostrazione di forza ma un segno di disperazione di fronte alla volontà di una nazione». Ha infine garantito che «L'Iran, facendo affidamento sulla conoscenza e sulle capacità dei suoi specialisti, sull'unità nazionale e sulla solidarietà, rimarrà saldo di fronte a qualsiasi pressione e minaccia».

Sempre durante il colloquio con i giornalisti alla Casa Bianca, il presidente americano ha spostato l'attenzione su altri temi internazionali, in particolare in vista del mondiale di calcio condiviso, attaccando i partner nordamericani. Riferendosi all'intesa con Messico e Canada, Trump ha sentenziato: «Il Nafta è stato il peggiore accordo commerciale che abbiamo avuto». Riguardo all'attuale trattativa, ha fatto notare che «va rinnovato dopo sei anni», ma ha subito avvertito: "non so se lo rinnoverò". Ha poi ribadito la posizione di forza di Washington spiegando: «Non abbiamo bisogno di nulla di quello che ha il Canada e non ci serve nulla di quello che ha il Messico, ma loro hanno bisogno di quello che abbiamo noi». In chiusura, ignorando i dati che mostrano vendite di biglietti al di sotto delle aspettative, il tycoon ha celebrato l'evento sportivo affermando: «I Mondiali non hanno mai avuto un successo così grande». Interpellato infine sui divieti di ingresso nel Paese imposti ad alcune persone in occasione del torneo, ha tagliato corto in modo perentorio: «Facciamo entrare le persone giuste».

Intanto da Israele, dall'ufficio del primo ministro, fanno sapere come Benjamin Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sono «pienamente coordinati» nel contesto dell’escalation delle tensioni con l’Iran, mentre Trump promette di sferrare ulteriori attacchi contro la Repubblica islamica, secondo quanto riferito al Times of Israel da una fonte. «Il primo ministro e il presidente si parlano a giorni alterni, a volte anche tutti i giorni, e sono perfettamente coordinati», afferma la fonte.