Il caso
«L'Albania non è in vendita»: in migliaia in piazza contro il resort del genero di Trump
Undicesima giornata di manifestazioni contro il progetto di Kushner, marito della figlia del presidente Usa Ivanka
Migliaia di cittadini si sono radunati anche questa sera nella più imponente mobilitazione degli ultimi giorni per contestare il progetto di un lussuoso maxi resort turistico promosso da Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump, nell’area di Zvernec, circa 150 chilometri a sud di Tirana, sulla costa adriatica.
Nell’undicesima giornata delle proteste, battezzate “la rivoluzione dei fenicotteri”, la folla assiepata sul viale antistante la sede del governo ha rinnovato la richiesta di dimissioni del premier socialista Edi Rama, intonando lo slogan “l’Albania non è in vendita”. Rama non arretra e difende l’iniziativa, che prevede investimenti per 4 miliardi di euro, con il coinvolgimento dei fratelli miliardari qatarioti Moutaz e Ramez Al-Khayyat. Anche oggi, in un post su Facebook, citando i recenti investimenti sull’isola greca di Mykonos, il primo ministro ha ribadito: “mentre il mondo intero sviluppa il turismo e l’economia misurandosi con gli investimenti stranieri, noi non possiamo misurarci opponendoci. Ciò - ha ribadito - sarebbe un invito per un collettivo retromarcia che l’Albania non può, non deve e non lo accetterà”.
Il caso di Zvernec appare comunque come la scintilla che ha acceso un malcontento più ampio, diretto non solo contro l’esecutivo ma verso l’intera classe politica del Paese. I manifestanti hanno più volte messo in guardia i partiti, invitandoli a stare alla larga dalle piazze; finora tra i cortei sono comparsi soltanto vessilli e simboli nazionali.