il viaggio in spagna
Il Papa dal molo dei migranti: «La dignità umana non ha passaporto»
Leone XIV sceglie il luogo simbolo degli sbarchi e del sovraffollamento del 2020 per incontrare soccorritori e migranti e rilanciare il tema della dignità umana lungo la rotta atlantica
Ad Arguineguín, nel sud di Gran Canaria, il vento dell’Atlantico continua a portare storie di approdi e tragedie lungo una delle rotte migratorie più pericolose verso l’Europa. È in questo contesto che stamattina Leone XIV ha scelto di aprire la sua visita nelle Isole Canarie, trasformando il porto diventato simbolo della crisi migratoria in un luogo di richiamo morale e politico rivolto all’intero continente.
È l'ultima tappa del suo viaggio apostolico in Spagna, e ha voluto che il primo appuntamento fosse dedicato a migranti, soccorritori, volontari e operatori dell’accoglienza. L’incontro si è svolto al porto di Arguineguín, nel comune di Mogán, un luogo che nel 2020 era stato al centro di forti polemiche internazionali per le condizioni di sovraffollamento dei migranti trattenuti temporaneamente durante i picchi degli sbarchi, fino a oltre 2.600-2.700 persone.
Durante il suo intervento, il Pontefice ha richiamato con toni netti la responsabilità dell’Europa di fronte al fenomeno migratorio, denunciando il rischio che il Mediterraneo e l’Atlantico diventino «cimiteri senza lapidi». Ha inoltre chiesto che il dramma delle migrazioni venga letto come un «esame di coscienza» condiviso tra Paesi di origine, di transito e di destinazione, oltre che dalla comunità internazionale nel suo complesso.
«La dignità umana non ha passaporto, né perde valore quando attraversa una frontiera - ha detto Leone - La dignità umana esige vie legali e sicure, soccorso e assistenza, cooperazione reale contro i trafficanti, protezione effettiva delle vittime, processi seri di accoglienza e integrazione. Se esiste il diritto di cercare rifugio esiste anche il diritto di non dover migrare: di rimanere nella propria casa senza fame, senza guerra, senza persecuzioni, senza che la corruzione rubi il pane ai poveri e le armi distruggano il futuro dei bambini».
La visita si inserisce in un territorio che rappresenta uno dei principali punti di accesso alla rotta atlantica. Le Canarie, territorio spagnolo ed europeo ma geograficamente proiettato verso la costa nord-occidentale africana, sono diventate negli ultimi anni una delle principali porte d’ingresso verso l’Unione Europea per migliaia di persone in fuga da conflitti, povertà estrema e instabilità politica.
Arguineguín, in particolare, è rimasta impressa nell’opinione pubblica per il collasso del sistema di accoglienza registrato nel 2020, quando il porto fu trasformato in una struttura temporanea di emergenza con migliaia di persone costrette a condizioni precarie. Da allora il sito è diventato un simbolo della fragilità della gestione europea delle frontiere esterne.
Nel suo intervento, Leone XIV ha insistito sulla necessità di superare una gestione esclusivamente emergenziale del fenomeno migratorio, invocando canali legali e sicuri, cooperazione contro le reti criminali, politiche di accoglienza e integrazione, ma anche interventi strutturali nei Paesi di origine per ridurre le cause delle partenze forzate.
Il Pontefice ha inoltre articolato le responsabilità in quattro direzioni: Paesi di origine, Paesi di transito, Europa e comunità internazionale. Ai primi ha chiesto stabilità e sviluppo; ai secondi protezione dei migranti; all’Europa coerenza con i propri principi fondativi; alla comunità internazionale un’azione coordinata e continuativa.