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medio oriente

Trump: «Stasera colpiremo duramente l’Iran, annientate difese e capacità offensive»

Nuovo messaggio su Truth Social del presidente americano in piena escalation con Teheran: annunciati attacchi imminenti e rivendicata la distruzione delle principali strutture militari iraniane

11 Giugno 2026, 14:49

14:50

Trump: «Stasera colpiremo duramente l’Iran, annientate difese e capacità offensive»

Gli Stati Uniti «colpiranno duramente l’Iran» nella serata di oggi, con un’azione militare che avrebbe già come presupposto l’annientamento delle principali capacità difensive del Paese. È quanto afferma il presidente americano Donald Trump in un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, nel quale descrive uno scenario di ulteriore escalation del conflitto.

Nel post, Trump sostiene che la Marina, l’Aeronautica, i radar, la difesa antiaerea e gran parte delle capacità offensive iraniane sarebbero «ormai annientate», aggiungendo che gli Stati Uniti si preparano a una nuova fase di attacchi. L’affermazione si inserisce in una sequenza di dichiarazioni sempre più dure nei confronti di Teheran, già colpita nelle ultime settimane da operazioni militari statunitensi secondo quanto riportato da diverse fonti internazionali.

In un secondo messaggio, il presidente americano rilancia anche l’ipotesi di un controllo diretto di infrastrutture strategiche iraniane legate al petrolio, citando in particolare l’isola di Kharg e altri asset energetici. Secondo Trump, gli Stati Uniti potrebbero «assumere il controllo totale dei mercati del petrolio e del gas» iraniani, in una logica che viene esplicitamente paragonata a precedenti operazioni di influenza energetica in Venezuela.

Le dichiarazioni arrivano in un contesto di forte tensione tra Washington e Teheran, con un aumento delle attività militari nell’area del Golfo e dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il transito del petrolio mondiale. Nelle ultime settimane la regione è stata teatro di attacchi incrociati, operazioni navali e un’intensificazione della presenza militare statunitense, mentre sul piano diplomatico restano bloccati i canali di dialogo.

Le affermazioni di Trump non sono al momento accompagnate da dettagli operativi né da conferme ufficiali del Pentagono sui tempi e sulle modalità di un nuovo attacco. Tuttavia, la retorica adottata contribuisce ad alimentare l’ipotesi di un’ulteriore escalation militare e di un possibile allargamento del conflitto su scala regionale.

Sul piano internazionale, le posizioni statunitensi restano al centro delle preoccupazioni per le possibili ripercussioni sui mercati energetici globali e sulla stabilità dell’area mediorientale, già segnata da una crescente instabilità geopolitica.