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Provvedimento

Grazia, "Nicole Minetti non deve scontare la pena": Tribunale di Sorveglianza dichiara estinto il titolo esecutivo

Dopo le verifiche della Procura e la ritrattazione di una testimone

12 Giugno 2026, 19:52

20:00

Nicole Minetti

Nicole Minetti

Nicole Minetti non dovrà scontare la sua pena, dopo la grazia ricevuta dal presidente della Repubblica. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha dichiarato decaduto il titolo esecutivo della pena per l’ex consigliera lombarda condannata a un totale di 3 anni e 11 mesi per il caso Ruby bis e per la vicenda delle spese allegre al Pirellone.

Nel dispositivo, in poche righe, i giudici hanno preso atto del provvedimento di clemenza che sospende la pena (la estingue se nei 5 anni successivi la persona non commette reati) e tecnicamente hanno decretato «il non luogo a deliberare» sull'istanza di affidamento ai servizi sociali presentata dai legali di Nicole Minetti prima che le venisse concessa la grazia lo scorso 18 febbraio.

Anche la sostituta pg Valeria Marino oggi in un’udienza di pochi minuti aveva chiesto ai giudici del Tribunale di Sorveglianza di prendere atto, in sostanza, della grazia che le è stata concessa dal presidente della Repubblica per via della sua particolare situazione familiare legata all’accudimento del figlio, bisognoso di cure. E così è stato con la decisione arrivata in poche ore.

Il provvedimento di clemenza per l’ex consigliera regionale lombarda è stato confermato anche in seguito ai recenti accertamenti della Procura generale milanese, diretta da Francesca Nanni, scattati dopo l’inchiesta giornalistica del Fatto Quotidiano. L’ultimo atto è stato la trasmissione al ministero della Giustizia, lo scorso 5 giugno, della dichiarazione giurata dell’ex massaggiatrice della tenuta in Uruguay di Giuseppe Cipriani, compagno di Minetti, in cui ha ritrattato di aver assistito a presunti festini nella villa di Punta del Este. Dichiarazione poi inoltrata al Quirinale, che già in precedenza aveva fatto sapere di aver «preso atto con rispetto delle conclusioni della Procura generale di Milano, in base alle quali non si ravvisano motivi per una rivalutazione del provvedimento di clemenza adottato, ribadendo la propria fiducia nella magistratura».

Intanto i difensori dell’ex consigliera lombarda, gli avvocati Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi, hanno sottolineato che alla luce dell’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Milano «il procedimento di esecuzione è quindi chiuso». Per l’avvocato Fisicaro, si tratta del «giusto epilogo delle conclusioni del supplemento delle indagini svolte dalle istituzioni».