Giustizia
Nordio sul caso Stasi: «Un'anomalia condannare dopo due assoluzioni, altrove non sarebbe mai accaduto»
Per il ministro le vicende giudiziarie riguardanti il delitto di Chiara Poggi sono da addebitare al sistema italiano
«Non posso, non voglio e non devo parlare di processi in corso e tantomeno di situazioni, diciamo, dolorose e tragiche come quelle. Ho detto e ripeto per l'ennesima volta che l’anomalia del processo di Stasi dipende dal fatto che una persona che sia stata assolta per due volte da una Corte d’Assise e da una Corte d’Appello, è molto discutibile che poi alla fine possa essere condannata senza rifare ex novo il processo, ma con un semplice supplemento di istruttoria». Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, al Forum in Masseria 2026, a margine del suo intervento, rispondendo ad una domanda sul caso Garlasco.
«Poiché da noi esiste il principio che non puoi essere condannato se le prove contro di te non sono al di là di ogni ragionevole dubbio, come fai - ha riferito - a condannare una persona sulla quale ben due altissime corti hanno così dubitato al punto da assolverla?»
«Questo non è colpa ovviamente di quei magistrati, è colpa - ha concluso Nordio - di un sistema che è unico al mondo; per esempio nel processo anglosassone, una cosa del genere sarebbe impensabile».