Giudiziaria
Stasi lascia il carcere, legali dei Poggi: «Non è ancora libero, la condanna resta»
Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna commentano l'affidamento in prova ai servizi sociali previsto dal Tribunale di Sorveglianza per il 42enne condannato per l'omicidio di Garlasco
Stasi ha diritto, come ogni condannato, alla possibilità di beneficiare della misura alternativa dell’affidamento ai servizi sociali avendo un residuo pena inferiore ai quattro anni.
Questo non lo rende ancora un uomo libero e la condanna resta, sia formalmente che sostanzialmente.
A noi interessa che le sentenze abbiano accertato la verità sull'omicidio di Chiara, quanto al percorso rieducativo è appunto il Tribunale di Sorveglianza a doverlo stabilire.
Lo affermano gli avvocati della famiglia Poggi, i legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, in merito all’udienza sulla richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali per il 42enne (in carcere dal 2015), condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Garlasco.
Il Tribunale di Sorveglianza si è riservato sulla decisione che, visto anche il parere positivo della Procura generale di Milano, appare scontata in favore di Stasi.