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Garlasco

Alberto Stasi libero in prova: la madre chiede pace e gli avvocati aprono la strada alla revisione

Il 41enne condannato a 16 anni per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, da sabato scorso ha cominciato una nuova vita mentre la procura di Pavia riapre le indagini con l'indagato Andrea Sempio

15 Giugno 2026, 11:00

Alberto Stasi libero in prova: la madre chiede pace e gli avvocati aprono la strada alla revisione

«Ho vissuto ogni giorno con il fiato sospeso, cercando di restare forte anche quando la forza sembrava non esserci più. Questi mesi sono stati una prova durissima, qualcosa che segna profondamente una madre». Parla così al Corriere della Sera Elisabetta Ligabò, la madre di Alberto Stasi, il 41enne uscito dal carcere sabato scorso per l'affidamento in prova ai servizi sociali dopo la condanna a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi. «Vedere mio figlio uscire e poterlo finalmente riabbracciare è un sollievo che non riesco a descrivere a parole - racconta Elisabetta Ligabò -. È un momento che aspettavo con tutto il cuore. Spero che da qui possa iniziare per lui un percorso nuovo, più sereno, più giusto, più umano. Ringrazio sinceramente tutte le persone che ci hanno sostenuto in silenzio, con rispetto e affetto». Intanto, in attesa degli sviluppi giudiziari, la madre di Stasi chiede «soltanto di poter proteggere questo momento fragile per la nostra famiglia e di permetterci di ritrovare un po' di pace».

Alberto Stasi, si è appreso, non resterà a vivere a Garlasco. Resterà infatti nell'appartamento che aveva già affittato a Milano da qualche tempo, da quando gli era stata già concessa la semilibertà con la possibilità di andare a lavorare per poi rientrare la sera in carcere.

Il primo giorno fuori dal carcere Stasi lo ha trascorso pranzando con la madre. La sua avvocata Giada Bocellari ha parlato di un giorno di riposo. Il sogno di guidare la motocicletta, il mezzo di trasporto che più evoca la libertà dai tempi di Easy Rider. Ma Stasi non è un impulsivo come i protagonisti del film simbolo della ribellione sessantottina. Anche il provvedimento del tribunale sottolinea la sua capacità di controllo che a volte lo porta ad essere «malinteso». «Ha percorso tutte le vie che l'ordinamento consente per dimostrare la propria innocenza», sottolineano i giudici. E ancora non ha terminato. Ma la prossima mossa, quella finale, deve essere ben calcolata, ovvero la richiesta di revisione. Il mese scorso il procuratore di Pavia Fabio Napoleone, che ha riaperto le indagini sul delitto di Garlasco indagando Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, il fratello di Chiara, ha inviato le carte alla Procura generale di Milano Francesca Nanni per sollecitare la richiesta di revisione del processo a Stasi al Tribunale di Brescia. Ma si tratta di valutazioni lunghe con uno studio delle carte «né facile né breve». Anche gli avvocati di Stasi stanno lavorando alla richiesta di revisione che richiede tempo. «Una cosa talmente lontana nel tempo...», ha spiegato Antonio De Rensis, che con Bocellari difende il 42enne. Chi invece si prepara alla chiusura delle indagini di Pavia è Andrea Sempio che da due mesi non prende lo stipendio da commesso in un negozio di telefonia, come hanno confermato i suoi legali alla Provincia Pavese senza specificare se sia in aspettativa o quale sia la ragione, ma spiegando che al momento ricevono solo rimborsi. «Non prende lo stipendio», ha spiegato l'avvocata Angela Taccia, che lo difende con Libiorio Cataliotti - e per questo ho rifiutato un pagamento che Andrea Sempio voleva fare. Lui è sempre molto attento a questo aspetto, ma le spese legali e per i consulenti in questo momento possono aspettare. A noi avvocati paga solo i rimborsi. Per lui la scadenza delle indagini preliminari è stata prorogata al 28 settembre e sia i suoi legali sia la procura hanno incaricato vari esperti per fare consulenze. Ma sulla scarpa Frau che avrebbe lasciato tracce sul luogo dell'omicidio la difesa vorrebbe chiedere al giudice una perizia super partes, convinta che lo scagionerà.