IL DELITTO
Omicidio Chiara Guerra, trovato il corpo dell'insegnante uccisa dal nipote 17enne: era nel fiume Lemene
La corrente aveva trascinato il cadavere lontano dal canale Malgher. Sul posto il medico legale
Il corpo di Chiara Guerra, l'insegnante di 53 anni uccisa dal nipote diciassettenne a San Stino di Livenza, è stato trovato nelle acque del fiume Lemene, in località Settesorelle, a diversi chilometri dal punto in cui il ragazzo aveva detto di averlo gettato. La corrente lo aveva trascinato ben oltre il canale Malgher, come gli investigatori avevano ipotizzato fin dall'inizio delle ricerche.
Il ritrovamento è avvenuto nella mattinata di lunedì 16 giugno, a tre giorni dalla scomparsa dell'insegnante: a individuare il cadavere, mentre galleggiava, sono stati i vigili del fuoco, che stanno ora operando per il recupero. Sul posto sono arrivati i carabinieri del Comando di Venezia e il medico legale Antonello Cirnelli, incaricato della prima ispezione esterna. Il corpo era dentro un sacco ed era integro. Portava i segni delle coltellate.
Le ricerche erano scattate domenica 14 giugno con un dispositivo ampio: sommozzatori, droni, squadre Saf e imbarcazioni con ecoscandaglio. Gli uomini si erano concentrati nel tratto del Malgher indicato dal nipote, sapendo però che la rete dei canali poteva aver spostato il corpo molto più lontano. Una previsione rivelatasi fondata. Nello stesso tratto il ragazzo aveva detto di aver gettato anche il cellulare della zia e il coltello usato per ucciderla: al momento del ritrovamento del cadavere, né l'arma né il telefono risultavano ancora recuperati.
Il delitto risale alla sera dell'11 giugno. Secondo la confessione resa dal nipote — che compirà 18 anni tra circa due mesi e si trova ora in una comunità per minori della provincia di Treviso — Chiara Guerra sarebbe stata colpita a coltellate nella legnaia della proprietà di famiglia. Il ragazzo avrebbe poi trasportato il cadavere con una carriola fino al canale Malgher. Nella legnaia gli investigatori hanno trovato tracce ematiche compatibili con l'aggressione, nonostante un presunto tentativo di ripulire l'area. Le accuse sono omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il fascicolo, inizialmente aperto dalla Procura di Pordenone, è stato trasmesso alla Procura per i minorenni di Trieste.
Sul movente, la pista investigativa principale porta a dissidi familiari legati a una presunta eredità, con tensioni di lungo corso tra la vittima e il fratello, padre del ragazzo. Resta però un quadro ancora da verificare sul piano processuale.
Chiara Guerra insegnava Lettere all'Istituto Comprensivo "Rita Levi Montalcini" di San Stino di Livenza. Era molto stimata da alunni e colleghi. L'allarme era scattato quando non si era presentata a scuola — in piena sessione di esami di terza media — e non era più raggiungibile. Nei giorni successivi, davanti alla sua abitazione, alcuni studenti hanno lasciato fiori e cartelli scritti a mano: la promessa di fare "un bell'esame" perché la professoressa potesse esserne orgogliosa.