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Il caso

Ucciso in Polonia il dissidente russo Semyon Skrepetsky: la pista dell'esecuzione politica

Solo poche settimane fa a Venezia si era unito ai movimenti di protesta contro la riapertura del padiglione russo alla Biennale

16 Giugno 2026, 20:10

20:11

Ucciso in Polonia il dissidente russo Semyon Skrepetsky: la pista dell'esecuzione politica

Semyon Skrepetsky, durante le proteste a Venezia contro la riapertura del padiglione russo

Un’esecuzione mirata, in pieno giorno, orchestrata oltre i confini russi per mettere a tacere una voce dissidente: l’ombra dell’omicidio politico si allunga sull’Europa. E in particolare, in un angolo della Polonia orientale dove si è consumato il tragico destino di Semyon Skrepetsky, nom de plume di Robert Kuzovkov, attivista e caricaturista, freddato a colpi d’arma da fuoco a Biała Podlaska, non lontano dal confine bielorusso.

Skrepetsky, 44 anni, era una figura piuttosto nota a livello internazionale e anche in Italia. Solo poche settimane fa a Venezia aveva unito la propria voce a quella dei movimenti di protesta contro la riapertura del padiglione russo alla Biennale. L’artista, stando alle prime indagini, è stato intercettato da un uomo armato non identificato, che gli ha scaricato addosso tre proiettili. Quando Skrepetsky è crollato a terra, l’aggressore si è avvicinato per infliggergli il colpo di grazia, sparandogli altre due volte a bruciapelo. Il portavoce del governo polacco, Adam Szłapka, ha confermato la gravità del caso, rivelando che lo Stato aveva offerto protezione all’artista, da lui però rifiutata. Subito dopo l’agguato, la famiglia della vittima è stata posta sotto massima protezione in un luogo sicuro.

Il portavoce della procura di Lublino, Marcin Kozak, ha annunciato il fermo di due cittadini bielorussi che si trovavano nei pressi del consolato di Minsk. Al momento i due uomini rimangono a disposizione degli inquirenti, anche se non sono ancora state formulate accuse formali. L’esecutore materiale del delitto sarebbe invece ancora in fuga.

Le dichiarazioni che arrivano da Varsavia lasciano trapelare una profonda preoccupazione per quanto accaduto. «Se verrà confermata la natura politica di questo crimine, ci troveremo di fronte a una nuova manifestazione dell’escalation delle azioni condotte dalla Russia oltre i suoi confini», ha scritto su X Bartosz Grodecki, capo dell’Ufficio per la Sicurezza Nazionale polacco.

Fuggito dalla Russia nel 2021 per scampare alle persecuzioni politiche, Skrepetsky aveva trovato rifugio in Polonia. Celebre per le sue rappresentazioni di figure come Putin, Kadyrov e Stalin, la sua opera più provocatoria rielaborava l’iconografia ortodossa raffigurando Stalin nell’atto di cullare un Putin in fasce. Tra i primi a rendere nota la vicenda, la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, che su X ha espresso il suo cordoglio definendo l’omicidio una terribile notizia. «Il fenomeno delle aggressioni extraterritoriali ai danni di dissidenti dei regimi autoritari rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza europea», ha dichiarato Picierno, invocando l’istituzione di una rete europea per la protezione degli oppositori politici.

(di Alessandra Briganti - Ansa)