Chiesa
È morto il cardinale Camillo Ruini: vicario di Roma ed ex presidente Cei e uomo chiave nel pontificato di Wojtyla
Si è spento a Roma a 95 anni: era in condizioni critiche già da qualche tempo. Il cordoglio di monsignor Zuppi: «Ha servito la Chiesa con intelligenza». Meloni: «Una delle menti più lucide della società italiana». La Russa: «Attento alle donne e agli uomini che vivevano nelle difficoltà della vita vera»
Il Cardinale Camillo Ruini, figura chiave della Chiesa Cattolica durante il pontificato di Giovanni Paolo II, si è spento in serata a Roma. Aveva 95 anni. È stato cardinale vicario del Papa per la Diocesi di Roma dal 1991 al 2008 e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) dal 1991 al 2007.
«Il cardinale Vicario Baldassare Reina, il Consiglio episcopale con la Diocesi di Roma, grati per la lunga e proficua vita cristiana e per il suo servizio alla Chiesa, affida alla misericordia del Signore il cardinale Camillo Ruini», afferma la diocesi di Roma in una nota.
«La sua guida pastorale dal 1991 al 2008 ha lasciato un segno profondo della sua intelligenza nell'interpretare la presenza dei cristiani nella città, unendovi la responsabilità di Presidente della Conferenza episcopale della Chiesa italiana. Acuto nel discernere le svolte politiche e sociali del Paese, ha considerato fondamentale guidare le transizioni culturali con la fierezza cattolica di essere depositari di un patrimonio di valori da non nascondere, ma da custodire e difendere, adempiendo il suo motto episcopale Veritas liberabit nos».
Anche il cardinale Matteo Zuppi, oggi alla guida della Cei, si è unito al cordoglio: «Affidiamo alla misericordia del Padre il cardinale Camillo Ruini, che il Signore ha chiamato a sé. Lo ricordiamo con riconoscenza per la vita spesa al servizio del Vangelo, della Chiesa di Roma e della Conferenza Episcopale Italiana. Presidente della Cei e Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, il cardinale Ruini ha servito la Chiesa con intelligenza, passione pastorale e profondo senso ecclesiale».
La biografia
Camillo Ruini, nato a Sassuolo il 19 febbraio 1931 è stato una figura di primissimo piano all'interno della Chiesa cattolica italiana, servendo come cardinale e arcivescovo. Il 16 maggio 1983 papa Giovanni Paolo II lo nominò vescovo ausiliare per le diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, per poi essere ordinato il 29 giugno successivo da monsignor Gilberto Baroni. La creazione a cardinale è avvenuta nel concistoro del 28 giugno 1991.
Dal 28 giugno 1986 divenne segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, preludio a un lunghissimo periodo ai vertici della Chiesa: è stato infatti cardinale vicario del pontefice per la diocesi di Roma e arciprete della basilica di San Giovanni in Laterano dal 1991 fino al suo ritiro per limiti di età nel 2008, nonché presidente della Conferenza episcopale italiana dal 1991 al 2007, confermato più volte dai pontefici fino alla nomina del successore Angelo Bagnasco. Ruini ha ricoperto numerosi altri incarichi di grande rilievo, tra cui la presidenza della Conferenza episcopale laziale, la guida della commissione internazionale di inchiesta su Međugorje dal 2010 e la partecipazione al comitato scientifico della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI tra il 2010 e il 2015. Fino alla nomina di Dionigi Tettamanzi nel 1998 è stato il porporato italiano più giovane e, compiuti gli 80 anni nel 2011, è divenuto cardinale non elettore. La sua eredità si estende profondamente nel tessuto politico e sociale italiano grazie al suo fermo sostegno al progetto culturale della Chiesa, volto a ribadire la centralità e la missione dei cattolici nella società. La sua spiccata influenza si è manifestata palesemente nel 2005, quando si fece portavoce dell'astensionismo al referendum sulla legge 40 inerente la fecondazione assistita e le cellule staminali: il suo invito a disertare le urne per difendere il diritto alla vita e far mancare il quorum fu letto da alcuni come un'ingerenza politica e da altri come un legittimo intervento pubblico. Ha lottato strenuamente contro il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e delle unioni di fatto, arrivando a dichiarare in un'intervista del 2018 di aver deliberatamente contribuito alla caduta del governo guidato dal suo amico Romano Prodi pur di bloccare il disegno di legge sui cosiddetti "Dico" ovvero i "DIritti e doveri delle persone stabilmente COnviventi". I suoi ultimi mesi di vita sono stati segnati da un progressivo declino fisico iniziato con un ricovero per blocco renale al Policlinico Gemelli nel settembre 2025, che lo ha poi costretto a ricevere cure domiciliari critiche e supporto respiratorio prima della definitiva scomparsa.
Il cordoglio della Politica
Tra i primi a scrivere per la morte di Ruini, l’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea, Romano Prodi, la cui amicizia con il cardinale era nota. «La scomparsa del Cardinale Ruini mi addolora profondamente. Riaffiorano oggi tanti ricordi della mia giovinezza quando, sotto la sua guida, con i giovani cattolici di Reggio Emilia, operavamo insieme nel Circolo Leonardo. Era il nostro assistente ecclesiastico, un sacerdote interessato ad unire culture diverse, profondo conoscitore della teologia tedesca e molto attento alla fase post conciliare della Chiesa».
«La nostra amicizia era autentica e profonda - dice - abbiamo trascorso insieme molte giornate, organizzato iniziative, discusso dell’evoluzione della Chiesa e della società. Fu lui a tenere l’omelia al matrimonio tra Flavia e me. E in queste ore prevale il senso profondo di quell'antico legame che, nonostante le intervenute diversità, io non ho mai sentito spezzato».
A giudizio dell’ex premier, «con la sua scomparsa perdiamo un esempio di straordinaria intelligenza, un Sacerdote della Chiesa sorretto e illuminato da una fede sostenuta da certezza e razionalità, un servitore della Chiesa come studioso e come docente di teologia. Il mio pensiero - cocnlude Prodi - commosso va a lui e a tutti coloro che gli hanno voluto bene».
Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha così espresso il suo cordoglio: «Nell’apprendere con sincera e profonda commozione la notizia della scomparsa del cardinale Camillo Ruini, esprimo gratitudine e riconoscimento per il suo ruolo di guida spirituale e pastorale, sempre vicino alla gente e al popolo italiano. Attento alle donne e agli uomini che vivevano nelle difficoltà della vita vera, il cardinale Ruini è stato un appassionato difensore della testimonianza cristiana come punto di leva per l’intera società civile e le istituzioni democratiche. Alla Chiesa italiana e ai familiari il cordoglio mio personale e del Senato della Repubblica».
«La scomparsa del cardinale Camillo Ruini mi addolora profondamente. Con intelligenza, lungimiranza e grande sapienza ha accompagnato passaggi importanti della storia del nostro Paese, richiamando costantemente il valore della presenza dei cattolici nella società e la responsabilità di custodire e testimoniare il messaggio cristiano. Rivolgo la mia vicinanza ai suoi familiari, alla sua comunità e a quanti gli hanno voluto bene. La sua eredità culturale e spirituale continuerà a ispirarci e ad accompagnarci». Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
«La notizia della scomparsa del cardinal Camillo Ruini mi colpisce e mi addolora particolarmente. Un grande uomo di Chiesa, dalla straordinaria intelligenza e dalla profonda umanità, che ha difeso con vigore l'identità, la missione e il ruolo dei cattolici nella società italiana. Sono onorata di averlo conosciuto, di aver stretto con lui un affettuoso legame di amicizia e di aver potuto raccogliere i suoi preziosi insegnamenti. È stata una delle menti più lucide della società italiana e mi auguro che la sua eredità spirituale, culturale e umana possa essere raccolta come merita, per generare nuovi e generosi frutti». Lo scrive la premier Giorgia Meloni in una dichiarazione.
«Apprendo con grande dispiacere della scomparsa del Cardinale Camillo Ruini. Figura autorevole della Chiesa, prima da Segretario Generale e poi come Presidente della Cei. Strenuo difensore dei valori tradizionali, è stato un prezioso interlocutore della politica e delle Istituzioni. Un grande italiano. Lo ringrazio per la sua opera cristiana. Che riposi in pace». Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
