Verso la pace
Gli Stati Uniti svelano il memorandum con l’Iran: dall'impegno di un fondo da 300 miliardi di dollari al petrolio
Il testo dell'accordo raggiunto non è cambiato da domenica, afferma un funzionario americano. Anche l'Iran dovrebbe divulgarlo a breve
Le autorità americane hanno diffuso il testo del memorandum of understanding con l’Iran. Nel documento gli Stati Uniti si impegnano a un fondo di 300 miliardi di dollari per l’Iran in caso di accordo definitivo e assicurano che l’Iran sarà autorizzato a vendere il petrolio dopo la firma del protocollo d’accordo.
Il testo dell’accordo è stato letto dal funzionario americano durante una conference call. I 14 paragrafi includono le indiscrezioni finora circolate, incluso l’impegno americano a revocare ogni tipo di sanzione sulla base di un calendario concordato nell’ambito dell’accordo definitivo. Washington si impegna inoltre a rendere pienamente disponibili i fondi congelati dell’Iran a seguito dell’attuazione del memorandum. «Gli Stati Uniti e l’Iran concorderanno reciprocamente le procedure relative allo sblocco di tali fondi nel corso del negoziato», si legge nell’accordo.
Il testo del memorandum of understanding raggiunto con l’Iran non è cambiato da domenica, afferma un funzionario americano, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg. Il funzionario ha riferito che l’Iran potrebbe pubblicare il testo in serata.
L’Iran sta valutando la possibilità che il suo memorandum d’intesa con gli Stati Uniti venga firmato dai presidenti di entrambi i Paesi in un incontro previsto per la fine della settimana in Svizzera. «Finora, i nostri piani per l’incontro» previsto per venerdì in Svizzera "non sono cambiati", e «per quanto riguarda la firma del memorandum d’intesa, una delle idee è che venga effettuata dai presidenti dei due Paesi, cosa che è attualmente al vaglio», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baqaei.
L’Iran aveva precedentemente affermato che il documento sarebbe stato firmato dal suo capo negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, e dal vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance. Dal G7 di Evian Donald Trump ha invece detto che non ritiene necessaria la sua firma, affidando il compito al suo vice Vance.