la guerra
"Il tuo permesso è garantito": fine dell'incubo per 21 marinai italiani, la Grande Torino attraversa Hormuz
Dopo tre mesi di blocco e lo storico accordo Usa-Iran, la nave italiana è la prima a solcare il Golfo. Tajani esulta: "Successo della nostra diplomazia"
La nave mercantile italiana “Grande Torino”, del gruppo Grimaldi, ha finalmente ripreso la rotta verso Oriente attraversando lo Stretto di Hormuz.
L'unità, bloccata nel Golfo Persico per oltre tre mesi a causa dell'embargo imposto da Teheran durante le recenti tensioni con Stati Uniti e Israele, è stata tra le prime a rimettersi in movimento nelle acque mediorientali a poche ore dalla firma del nuovo accordo tra Washington e l'Iran.
L'annuncio è arrivato su X dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha diffuso un video con le comunicazioni radio dalla plancia.
La nave mercantile italiana “Grande Torino”, del gruppo Grimaldi, a poche ore dalla firma dell’accordo tra USA e Iran è stata fra le prime ad attraversare lo stretto di Hormuz. Ora è in navigazione verso l’Oriente. Un successo della diplomazia italiana. Una bella notizia per la… pic.twitter.com/mQ79w9VrPM
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) June 18, 2026
Nel filmato, le autorità iraniane confermano all'imbarcazione: «Il tuo permesso è garantito», accompagnando il via libera con l'augurio «good watch to you».
Tajani, che ha gestito direttamente i contatti con l'omologo iraniano Abbas Araghchi per tutelare l'equipaggio, ha salutato lo sblocco dei 21 marittimi italiani come «un successo della diplomazia italiana» e una splendida notizia per le famiglie in attesa.
La ripartenza della “Grande Torino” ha un significato tanto geopolitico quanto economico.
Lo Stretto di Hormuz è una strozzatura cruciale per l'economia globale, poiché vi transita circa il 20% del petrolio mondiale.
La sua chiusura aveva di fatto interrotto gran parte del traffico commerciale e innescato un'impennata dei prezzi del greggio.
Il via libera all'unità italiana rappresenta il primo effetto tangibile dell'intesa appena siglata tra il presidente americano Donald Trump e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
L'accordo prevede non solo la immediata riapertura dello stretto, ma anche un temporaneo alleggerimento delle sanzioni contro Teheran, l'estensione del cessate il fuoco al Libano e una tregua negoziale di 60 giorni per definire i dettagli di un'intesa più ampia, inclusa la gestione futura dei transiti marittimi.
Nonostante un cauto ottimismo e il sospiro di sollievo dei mercati energetici, il quadro resta complesso: sul rispetto dell'accordo e sulla stabilità regionale pesano ancora molte incognite, a cominciare dalle riserve espresse da Israele.
Per l'Italia, tuttavia, la riapertura dei corridoi marittimi è un risultato di rilievo: Paese fortemente dipendente dalle importazioni energetiche e dotato di una solida flotta commerciale, vede nel ritorno della “Grande Torino” in mare aperto non solo una liberazione concreta, ma anche un segnale di distensione che lascia intravedere nuove opportunità economiche nel Golfo.